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Arturo Parisi: «Renzi deve rimanere segretario. D’Alema e Bersani facciano proposte, non guerre fratricide»

Arturo Parisi, tra i fondatori e a lungo dirigente del Partito Democratico (oltre che candidato alla sua segreteria in passato), è intervenuto a Factotum, trasmissione condotta da Boris Sollazzo e Giordano Giusti su Tele Radio Più 90.7. «Si deve aprire una riflessione nel Pd, è indubbio» ha detto commentando la cocente sconfitta del suo partito. Ma la strada non «è dividere il ruolo del segretario da quello del premier, in questo senso abbiamo già sbagliato in passato, la leadership deve essere unica e unitaria e non confondere chi deve comandare e chi obbedire».

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ARTURO PARISI SUL REFERENDUM DI OTTOBRE

«Questo voto – ha aggiunto Parisi – è assetato di cambiamento e discontinuità e la sinistra non deve cedere alla sua solita tentazione della puzza al naso ma deve prendere il segnale che dà molto sul serio. La globalizzazione sta dividendo sempre di più vincenti e perdenti e il Pd, vista la sua tradizione e natura di sinistra, deve riconoscersi e parlare ai secondi». «L’appuntamento del referendum di ottobre – ha proseguito – non può risolversi in una sconfitta, un eventuale blocco del processo riformatore sarebbe una disfatta per il partito e per l’Italia, non solo per il premier. D’Alema e Bersani e gli altri che sono ostili al premier non cadano nell’errore di correre contro le riforme per far dispetto a Renzi, è un momento cruciale per tutto il paese. Comincino piuttosto loro due a fare proposte e non guerre fratricide, io di proposte da loro non ne ho ancora sentite».

(foto  ANSA/ GIUSEPPE LAMI)