Renzi: «Non è stato un voto di protesta, ma di cambiamento»

di Marco Esposito | 20/06/2016

Matteo Renzi

Matteo Renzi ammette la sconfitta alle elezioni amministrative 2016, pur ribadendo una forte valenza territoriale del voto del ballottaggio per i sindaci delle città. «Ma – ha sottolineato – non penso si possa fare a meno di evidenziare un elemento nazionale in quello che è successo».

Il presidente del Consiglio, che rimanda alla direzione nazionale del Pd di venerdì prossimo, un’analisi più approfondita del voto, individua nelle elezioni amministrative una richiesta di cambiamento, più che un voto di protesta: «Non credo sia un voto di protesta – spiega Renzi – quello di ieri è un voto di cambiamento. E non solo dove ha vinto il M5S. Ha vinto chi ha saputo interpretare meglio la richiesta, l’ansia di cambiamento. Non ha vinto la protesta, tipica di chi si lamenta dell’immigrazione o cerca sfruttare un sentimento di rabbia contro l’Europa».

Dicevamo che secondo il premier quello di domenica «E’ un voto che ha ragioni di forte radicamento locale. Ma – ammette – ci sono anche aspetti nazionali. Il dato è territoriale, perché accanto alle 20 vittorie del M5S ci sono anche vittorie del centrodestra e del Centrosinistra. Nessuno deve drammatizzare o minimizzare questo dato. Si deve prendere atto che il popolo di alcune città ha dato un messaggio sul quale riflettere. Lo faremo venerdì 24 giugno, in una discussione molto franca in direzione nazionale.

E poi conclude con un istituzionale «in bocca a lupo» a tutti i sindaci delle città, a iniziare da Virginia Raggi.