Alfonso Sabella contro Virginia Raggi: «A questo punto l’avviso di garanzia è un atto dovuto»

di Redazione | 17/06/2016

Alfonso Sabella Virginia Raggi

«A questo punto l’avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto. Per colpa o per dolo siamo davanti all’ipotesi di reato continuato di falso ideologico in atto pubblico» Lo dichiara all’Huffington Post Alfonso Sabella, ex assessore alla legalità del Comune di Roma con delega sul litorale di Ostia e futuro capo gabinetto (in caso di elezione) del rivale della 5 stelle Roberto Giachetti. Il Fatto Quotidiano ha svelato  due incarichi legali di recupero crediti della Raggi, per un totale di 13 mila euro, ottenuti dall’Asl di Civitavecchia di cui la seconda tranche ha interessato la candidata mentre era già consigliera comunale. L’articolo sul quotidiano è a cura di Marco Lillo   che già sollevò in passato il caso della avvocatessa con lo studio Previti.

Quello che mi colpisce è che la Raggi dichiara il suo incarico del 2012 solo nel 2015, cioè dopo che scoppia Mafia Capitale e dopo che, arrivato in Campidoglio, tra le prime cose che faccio c’è quella di controllare le autocertificazioni.

Dell’altro incarico, sottolinea Sabella, non ne ha avuto traccia.

Ebbene, la Raggi non dichiara l’incarico del 2012 né nel 2013, quando diventa consigliere comunale, né nel 2014. Ma solo nel 2015, dopo che è scoppiata Mafia Capitale e dopo che io iniziai a verificare le autocertificazioni.

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Non solo, Sabella, magistrato, smentisce il legale della candidata 5 stelle che ha detto di aver comunicato in comune. «Nelle autocertificazioni non c’è. Io ne sono certo. Ripeto: non conta quando emette fattura, conta per la legge se dichiara o no l’incarico».

(in copertina foto ANSA/ANGELO CARCONI)