Rai, il dg: «Legame con la politica inevitabile. Ma non ricevo chiamate per assunzioni»

di Redazione | 17/06/2016

Rai

Una Rai sempre più «media company», sempre più impegnata a lavorare per le nuove produzioni insieme alle altre grandi aziende televisive pubbliche europee. È lo scenario descritto dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto in un’intervista rilasciata a Marco Zatterin per la Stampa in cui parla anche del rapporto con la politica. Il manager parla di eliminazione del geoblocking, il limite alla circolazione di telefilm e partite, e della necessità di tessere alleanze per competere sul mercato globale.

 

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RAI, CAMPO DALL’ORTO: «COPRODUZIONI CON LE RETI PUBBLICHE EUROPEE»

A due giorni dall’incontro a Bruxelles con commissari, diplomatici e parlamentari, Campo Dall’Orto spiega che in particolare dalla Commissione Ue spera in un «sostegno per il cambiamento. La Rai punta a offrire i contenuti in qualunque forma, luogo e tempo. Questo passa attraverso le decisioni europee. La portabilità del diritto d’autore, che sarà discussa in ottobre, è un esempio chiave». «Tutto il sistema tv – dice il dg – è fondato sui diritti nazionali, a partire da quelli sportivi. Eliminare il geoblocking è complesso. Si può però fare un’altra cosa. Quando lo spettatore acquisisce un diritto, se è chiaramente identificabile, è giusto che possa usufruirne anche viaggiando all’estero. Dal punto di vista tecnico, da settembre saremo pronti a consentirlo. Ma serve l’azione del legislatore. Oggi, quando uno strumento riconosce che non sono nel mio Paese, mi ferma».

RAI, CAMPO DALL’ORTO: «I NUOVI PALINSESTI IL 28 GIUGNO»

Campo Dall’Orto rivela anche che i nuovi palinsesti Rai saranno presentati il 28 giugno. «I direttori di rete hanno lavorato giorno e notte», dice il direttore generale. E aggiunge: «Vorrei che emergesse un’azienda plurale, che raccontasse il Paese in tutti i modi e fosse un viaggio verso la contemporaneità, per dare un servizio migliore e valore a chi paga 100 euro di canone, somma relativamente bassa, ma sempre importante». E le nuove nomine, invece? «Non abbiamo nulla. Ora siamo concentrati sui palinsesti».

RAI, CAMPO DALL’ORTO: «NON RICEVO CHIAMATE DAI POLITICI PER LE ASSUNZIONI»

Nel corso dell’intervista Dall’Orto è chiamato anche a rispondere su eventuali raccomandazioni dei politici. Il dg definisce «inevitabile» il legame con la politica, che la Rai «deve essere più autonoma nelle decisioni per poi confrontarsi con la politica», ma dice di non ricevere chiamate per assunzioni: «Questa cosa si è consumata nel tempo. Il Parlamento si è rinnovato per il 63%. Le cose succedono nel momento in cui possono succedere». Infine, il ricorso sui 150 milioni presi dal governo per gli 80 euro: «Avanza. Non sono però un appassionato di ricorsi fra pezzi di Stato. Questo è legato alle risorse: se tutto va bene col canone in bolletta, credo che a fine anno ci saranno le condizioni per sederci con le controparti e trovare una composizione».

(Foto di copertina: ANSA / GIUSEPPE LAMI)