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Papa Francesco esalta il circo. Animalisti infuriati: «Delusi dal pontefice»

Il Papa esalta il popolo di circensi, artisti di strada, figuranti e acrobati, attirandosi pure le ire degli animalisti. Il motivo? Con un fuori programma nell’Aula Paolo VI, il pontefice ha accolto alcuni artisti, “regalando” pure qualche carezza a una tigre e a un cucciolo di pantera da loro portati insieme ad altri animali. Papa Francesco si è schierato a favore di questi artisti, ricordato «i pregiudizi di cui talvolta sono vittime questi artisti»: «Non potete immaginare il bene che voi fate», ha rivendicato Francesco, commuovendosi pure quando ha fatto ferimento alla musica de La Strada, che riprende la colonna sonora del film del regista Federico Fellini, suonata dall’orchestra.

Ma l’endorsement di Papa Francesco non è piaciuto all’Enpa, l’ente nazionale per la protezione animali. Che ha protestato in una nota, dicendosi delusa dal pontefice:

«All’indomani dell’enciclica Laudato Sì speravamo che essa fosse la premessa per un pieno riconoscimento, anche da parte della dottrina cattolica, della pari dignità di tutti gli abitanti del creato, umani e non umani, e del loro diritto a vivere in pace e armonia», ha dichiarato la presidente nazionale di Enpa (Ente nazionale protezione animali), Carla Rocchi.

 

«Santità, siamo rimasti delusi dal coinvolgimento dei circensi nelle iniziative per il Giubileo della Misericordia. “Riteniamo infatti che non vi sia nulla di misericordioso nel ridurre un altro vivente in cattività; nell’addestrarlo a compiere attività contrarie alla propria specie; nell’obbligarlo ad esibirsi per una presunta forma di divertimento, che risulta, tra l’altro, sempre più in declino. Se la misericordia è compassione per l’infelicità di un altro vivente; se la misericordia è ciò che spinge ad agire per alleviare tale condizione di sofferenza, come ci ha insegnato il Santo di cui Ella ha deciso di portare il nome non ci dovrebbe essere riconoscimento alcuno per chi tale sofferenza alimenta: gli animali sono stati creati per vivere liberi, e non sotto un tendone», ha concluso Rocchi.

 

 

Non è la prima volta che il Papa viene preso di mira dagli animalisti. Già lo scorso maggio non vennero gradite da associazioni animaliste altre su dichiarazioni. Ovvero quando rivendicò da San Pietro: «Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti e ai cani, e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino e della vicina? No, no, così non va».  Parole che l’AIDAA (Associazione italiana difesa animali e ambiente) bollò come “irresponsabili”.