Referendum Brexit, il Financial Times si schiera per rimanere nell’UE

di Redazione | 16/06/2016

Referendum Brexit

Referendum Brexit, il quotidiano Financial Times si è schierato per il Remain. Il prestigioso foglio della City di Londra, considerato la più autorevole testata finanziaria a livello globale, ritiene che la Gran Bretagna non debba tornare una piccola Inghilterra, ma rimanere nell’Unione europea per fronteggiare con più efficacia le sfide globali così come beneficiare dell’accesso al mercato unico dell’UE.

REFERENDUM BREXIT LA POSIZIONE DEL FINANCIAL TIMES

Nella stampa anglosassone è consuetudine che i principali quotidiani prendano una posizione sulle principali elezioni che riguardano i loro lettori. Così come i giornali inglesi, scozzesi o gallesi dichiarano prima del voto per la Camera dei Comuni quale partito intendono sostenere, così ora i maggiori media britannici esprimono la loro posizione sul referendum in merito alla Brexit. Il Financial Times si è dichiarato per il Remain, ovvero per il sì all’accordo siglato da David Cameron affinchè il Regno Unito benefici di nuove condizioni di adesione all’Unione europea.

Questo quotidiano ha sostenuto l’adesione britannica all’UE sin dall’inizio nel 1973. Il Financial Times non è favorevole all’ingresso alla moneta unica, perchè non ha un senso economico. Rimanere fuori dall’euro è però piuttosto diverso dall’uscire dall’UE, che danneggerebbe in modo serio l’economia del Regno Unito.

L’editoriale per il Remain rimarca come le sfide di un mondo globale, come il terrorismo globale, il cambiamento climatico o l’immigrazione possano essere affrontate in modo più efficace all’interno dell’Unione europea. LEGGI ANCHE

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REFERENDUM BREXIT LE RAGIONI DEL REMAIN

Il Financial Times definisce il referendum sulla Brexit come una sfida tra valori in competizione tra di loro, come il confronto tra un liberalismo internazionalista e un nazionalismo stretto. Per FT la Brexit metterebbe in discussione l’ordine liberale determinato dalla fine della Seconda guerra mondiale. Per questo motivo gli Usa di Obama sono a favore del Remain, mentre chi contesta quell’ordine come i nazionalismi di Trump e di Marine Le Pen è per il Leave. Il Financial Times rimarca sopratutto come la Brexit provocherebbe gravi danni all’economia britannica, che ha bisogno dell’accesso al mercato unico europeo. L’eventuale modello svizzero, ovvero l’accettazione delle regole senza poterle discutere, sarebbe più inefficace della situazione attuale, mentre l’adozione delle regole del Wto, con dazi sulle merci britanniche, causerebbe perdite alle aziende del Regno Unito. Il quotidiano londinese critica la campagna del Remain come incapace di spiegare bene i problemi causati della Brexit, rimarcando come l’immigrazione abbia reso competitivo il referendum.

L’adesione all’UE e, in modo decisivo, al mercato unico europeo comporta alcuni trasferimenti di sovranità in cambio di maggiori poteri come parte di un insieme più grande. I benefici sono indiscutibili. Da quando la Gran Bretagna ha aderito all’UE nel 1973, il Pil pro capite è cresciuto più velocemente di quello di Francia, Germania e Italia. Le riforme del mercato del lavoro della Thatcher e l’indipendenza della Bank of England sono state essenziali. Ma l’appartenenza al mercato unico è stato un magnete per gli investimenti esteri diretti, così da finanziare un ampio disavanzo commerciale e garantendo posti di lavoro.

REFERENDUM BREXIT I RISCHI PER IL REGNO UNITO

Il Financial Times prende posizione per il Remain anche in ragione dei rischi per l’integrità territoriale della Gran Bretagna.

La Gran Bretagna pagherebbe un costo pesante. La Brexit reintrodurrebbe un confine tra il nord e il sud dell’Irlanda. Metterebbe a rischio l’integrità territoriale del Regno Unito, specialmente se la Scozia voterà in modo soverchiante per rimanere nell’UE. Ci sarebbe una crisi politica nel Regno Unito – David Cameron si dimetterebbe immediatamente – e risveglierebbe i fantasmi del nazionalismo in Europa.

Il FT conclude rimarcando come non si debba tornare indietro alla piccola Inghilterra.

Siamo la Gran Bretagna. Dobbiamo dare un contributo per rendere il mondo più prospero e sicuro. Il voto deve essere Remain.

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