Rifiuti in strada
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Rifiuti in strada, sciopero di 24 ore dei lavoratori per il rinnovo del contratto

Oggi rifiuti in strada, cassonetti pieni e disagi per milioni di cittadini per lo sciopero nazionale dei lavoratori delle imprese di igiene ambientale. Ad incrociare le braccia per 24 ore sono i dipendenti di aziende pubbliche, private e partecipate che aderiscono alle sigle sindacali Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel.

RIFIUTI IN STRADA, TRATTATIVE FERME TRA SINDACATI E AZIENDE

Lo sciopero arriva per il fallimento della trattativa per il rinnovo del contratto con Utilitalia (che rappresenta aziende pubbliche) e con Fise-Assoambiente (che rappresenta imprese private). Il contratto è scaduto scaduto il 31 dicembre 2013 e i sindacati chiedono di inserire tutele e garanzie nei passaggi di gestione. La trattativa con Utilitalia è ferma dopo l’incontro del 9 giugno scorso presso l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, risoltosi in un nulla di fatto. Quella tra sindacati e Fise-Assoambiente è invece in corso da domenica 12 giugno, ma non ha ancora avuto esito positivo.

 

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Il dirigente sindacale Pasquale Paniccia, segretario nazionale della Fit-Cisl, ha dichiarato: «Ora, proseguiremo la mobilitazione con ancora più forza e decisione, proprio come ci hanno chiesto a gran voce le operatrici e gli operatori del settore», che impiega in totale circa 90mila lavoratori divisi quasi equamente tra pubblici e privati, «dopo lo straordinario risultato dello sciopero del 30 maggio scorso».

RIFIUTI IN STRADA, LAVORATORI CHIEDONO PIÚ TUTELE

Una questione centrale nelle trattative è quella relativa alla tutela contro i licenziamenti facili. L’obiettivo dei lavoratori è quello di sterilizzare il Jobs Act per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali. Paniccia ha ringraziato «il presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani Piero Fassino per il grande lavoro e per la grande disponibilità messa in campo, ma come è noto – ha dichiarato – il tentativo di mediazione tra sindacati e associazioni datoriali non è andato a buon fine a causa dell’intransigenza di Utilitalia, così come la trattativa successiva con Fise-Assoambiente che non ha compreso i rischi che stiamo vivendo come settore e le crescenti difficoltà che il nostro lavoro sta subendo». «Dobbiamo fermare – ha spiegato ancora Paniccia – chi vuole qualsiasi forma di precarizzazione; dai diritti e tutele dei lavoratori alle loro condizioni di lavoro, dalle condizioni di salute e sicurezza alle costanti morti bianche nel settore, dagli appalti alle cooperative spurie con delle condizioni di lavoro assurde e fatiscenti ai sempre piu’ concreti rischi di infiltrazioni criminali negli stessi riportati più volte dalle cronache quotidiane: diciamo basta alla mercificazione del lavoro».

(Foto di copertina: ANSA / FRANCO SILVI)

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