La bellissima storia di Antonio, 81 anni: gli esami (di terza media) non finiscono mai

di Redazione | 14/06/2016

Antonio Pugliese 81 anni esami di terza media

ANTONIO PUGLIESE, 81 ANNI, IL NONNO SCOLARETTO –

Fa sorridere vederlo seduto al banco, con il suo fisico asciutto, gli occhiali dalla montatura antica, il viso concentrato. Dietro e accanto a lui ragazzini di cui potrebbe essere il bisnonno, vicino, in piedi, un professore che ne potrebbe essere il figlio.

Antonio Pugliese ha la penna nel taschino, ha ripassato negli ultimi giorni con la nipote, rigorosissima nel saggiarne la preparazione. A ottobre compie 81 anni, e forse ora conseguirà quella licenza media inferiore che da bambino gli fu negata, perché da subito costretto a lavorare.

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La sua famiglia lo ha sostenuto. Il figlio agronomo, prima di farlo tornare alunno modello, lo aveva fatto divenire professore: aveva infatti portato il padre in molti istituti a insegnare nell’ambito di un progetto sulla coltivazione degli orti. Già, perché dopo una vita passata a sgobbare per far studiare i suoi 9 figli, ora loro gli restituiscono qualcosa, sostenendo questa commovente ambizione. Tre di loro sono arrivati alla laurea, altri hanno abbracciato l’attività di famiglia, che lui appunto sposò già quando frequentava le elementari, perché suo papà partì in guerra. Persino gli esami di quinta arrivarono solo con i corsi serali, quel piccolo contadino già lavorava troppo per stare sui banchi con i suoi amici coetanei. Con il figlio Vincenzo il ritorno a scuola per insegnare, e la folgorazione: provare a prendere quel titolo di studio negato dalla guerra e dal lavoro.
E anche questa volta non è stato facile: l’attività di famiglia, ormai centenaria, è ancora in piedi e Antonio è il primo a svegliarsi e l’ultimo ad andare a letto. Tra le 4 e le 5 è già nei campi, la sera un veloce bicchierino con gli amici del bar, a Brindisi, poi sui libri. “Non riesco a godermi la pensione, amo troppo la campagna”. Non era emozionato quest’uomo che le ha viste tutte. “Ho cominciato subito a scrivere: i miei professori mi hanno lasciato una traccia libera è così ho potuto raccontare la mia vita. Una pagina e mezzo”. Di stenti, sacrifici e sudore. Ma anche di soddisfazioni, con quella discendenza volenterosa e affezionata che si è fatta valere nella vita.
Paura per la prova di matematica? “No, nei campi devi saper bene far di conto” dice sicuro.

Festeggerà a diploma conseguito? “No, non ho chiesto nessun regalo ai miei figli e ai miei nipoti. Ma un desiderio lo avrei: spero che il raccolto di questa estate sia abbondante”.

Ne siamo sicuri, perché Antonio la laurea della vita e della terra ce l’ha da sempre. Ah, inutile dire che ieri, a scuola, è arrivato per primo. Era già sveglio da 4 ore, e non per l’emozione. Ha lavorato anche prima del grande giorno. E anche dopo: alle 11 aveva già consegnato. Chi è nato negli anni ’30 non ha tempo da perdere.

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