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Perché lo sciopero Atac durante la partita dell’Italia agli Europei 2016 non serve a un tubo

Chi vive a Roma stasera, stranamente in contemporanea con la partita Belgio-Italia (debutto azzurro agli Europei 2016), potrebbe aver difficoltà nel prendere un bus o una metro. Questo perché un sindacato, l’Ugl, ha indetto uno stop dei dipendenti Atac di circa quattro ore: dalle otto e mezzo fino a mezzanotte e trenta. L’agitazione potrebbe coinvolgere bus, tram, metropolitane e le ferrovie laziali. Qui qualche dritta su come muoversi a Roma in quelle ore.

La scelta dello stop Atac non sembra casuale. Ha sollevato diverse polemiche. Il primo a protestare è stato il candidato sindaco del Pd Roberto Giachetti: «Casualmente una sigla sindacale organizza uno sciopero in coincidenza con la partita di calcio». Non è il solo a pensarla in questa maniera:

I motivi dello sciopero? Richiesta di massima sicurezza sui mezzi. Questo perché su molti autobus manca l’aria condizionata e i finestrini non si aprono. E con la stagione estiva gli utenti «potrebbero sentirsi male». Strano anche questo. Purtroppo sui mezzi l’aria condizionata assente e i finestrini rotti non sono una novità. Da anni.

Stasera chi rientrerà a lavoro rischia di non raggiungere la  propria macchina parcheggiata in una delle stazioni periferiche di Roma. Stasera, chi si dovrà incastrare tra coincidenze, metro, bus, filobus, farà salti mortali per raggiungere il proprio tetto fuori dal Gra. Perché si è scelto questo orario? L’Ugl ha replicato così: «L’orario dello sciopero non è stato indetto per consentire ai lavoratori di guardare l’esordio degli Azzurri ma per creare disagi minimi visto che la gran parte dei cittadini sarà a casa a guardare la partita».

Allora scusate che sciopero è?

Che sciopero è quello che decide di non far rumore? Non sarebbe stato  più curioso piazzare tanti ventilatori automatici sopra i mezzi o segnalare i finestrini rotti per rendere l’idea di come si viaggi in maniera pericolosa? Che decisione è comunicare che tanto saranno tutti a casa quindi in pochi si lamenteranno del disagio? E infine i romani saranno tutti a casa alle otto e mezzo? Ci riusciranno? Chissà. Quello che è certo è che l’Italia debutta agli Europei ma la Capitale di europeo stasera avrà ben poco e niente. Anche se solo per quattro ore. Il disegno si ripete sempre, a ridosso di fine settimana ed eventi importanti. Lì sì, in quei casi, si punta a creare più disagio possibile. Se però oltre al disagio si allunga il ponte festivo è meglio. Così si sputa sul diritto allo sciopero, conquistato da persone che hanno rimesso anni e vite sul proprio posto di lavoro. Così si dimentica il senso civile di lotta. Quello per cui davvero una città si ferma: rendere quella città un luogo migliore.

(foto copertina ANSA/MASSIMO PERCOSSI)