Matteo Renzi
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Matteo Renzi al Corriere: «Parliamo tra noi invece di parlare alla gente»

Matteo Renzi ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha commentato il voto delle elezioni comunali, e ha annunciato le sue prossime iniziative. Il segretario del Partito Democratico e presidente del Consiglio ha ribadito ancora una volta come il giudizio sul suo governo sarà espresso al referendum costituzionale, in cui crede che anche chi non voterà per lui alle politiche del 2018 voterà sì per avere un’Italia più efficiente.

MATTEO RENZI PARLA AL CORRIERE DELLA SERA

Matteo Renzi non dovrebbe svolgere iniziative di campagna elettorale nei giorni che ci separano dai ballottaggi, ma sta intervenendo ripetutamente sui principali organi di informazione del Paese. Dopo i risultati piuttosto deludenti del primo turno delle comunali 2016, ha rimarcato ancora una volta come non il voto locale non debba provocare conseguenze politiche. Nel suo colloquio con Maria Teresa Meli il presidente del Consiglio ha sottolineato come parte della flessione dei consensi del PD sia provocato dall’insufficiente cambiamento introdotto nel partito come al governo, di cui ha difeso ancora una volta i risultati con enfasi piuttosto marcata.

Facciamo il Jobs act con 455 mila posti di lavoro in più e stiamo zitti in pubblico per paura di irritare qualche sindacalista. Riduciamo il precariato nella scuola come nel privato con i nuovi contratti a tempo indeterminato e non lo rivendichiamo perché temiamo le polemiche. Eliminiamo l’Imu e non possiamo dirlo perché lo voleva anche Berlusconi. Eliminiamo la componente costo del lavoro dell’Irap e ci vergogniamo perché è una richiesta di Confindustria.

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MATTEO RENZI E I PROBLEMI  DEL PD

In TV Matteo Renzi aveva recuperato lo spirito rottamatore parlando di lanciafiamme da utilizzare nel partito per mettere a posto i problemi del PD. Il leader dei Democratici critica il dibattito interno troppo autoreferenziale

perché non è possibile continuare con un gruppo dirigente che tira e altri che tutti i giorni lavorano per dividere. Ci parliamo tra noi e invece dovremmo parlare alla gente.

Renzi critica Bersani e la minoranza PD per le critiche costanti poste all’azione del governo, in particolare sulle riforme costituzionali. Il Partito Democratico, per il suo segretario, deve tornare  parlare all’Italia e descrivere il suo futuro.

Ci siamo giocati tutta la legislatura, nata dal fallimento elettorale, sulla possibilità di fare le riforme. La nostra comunità rispetta chi vuole votare in altro modo, noi non espelliamo nessuno. Ma una cosa è il rispetto per chi non la pensa come la maggioranza, altra cosa è annullarsi, vergognarsi delle nostre riforme, nascondere i nostri tavolini e le nostre bandiere. Il problema non riguarda solo la minoranza. Ma il modo con il quale vogliamo usare questi diciotto mesi che ci separano dal congresso. Vorrei che ci occupassimo del futuro del Paese, non del futuro dei parlamentari. Il male della politica italiana è di avere troppi partiti e troppi politici

MATTEO RENZI E IL CAMBIAMENTO

Matteo Renzi annuncia che non farà nuovi provvedimenti fiscali prima del referendum costituzionale, per evitare l’accusa di mancia elettorale che respinge in toto. Secondo il segretario del PD ora è necessaria imprimere una accelerazione al cambiamento promesso all’inizio della sua carriera politica nazionale e promosso in modo non ancora completa al governo.

Chi non ci vota più per colpa mia non mi accusa di aver cambiato troppo nel Pd. Mi accusa di aver cambiato troppo poco. Mi accusano di aver mediato fino allo sfinimento con tutte le correnti e le correntine del Pd. Ogni giorno ho cercato di mediare, di discutere, di tenere buoni tutti. Dobbiamo cambiare di più, non di meno.