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Pd Napoli nella bufera, voti in cambio di lavoro: ecco cosa sappiamo finora

Una nuova tegola colpisce il Partito Democratico di Napoli. A tre giorni da risultato negativo delle Elezioni Comunali nella città partenopea sono stati perquisiti i comitati elettorali e le abitazioni di due candidate, accusate dalla Procura di corruzione elettorale per aver promesso lavoro in cambio di voti. Ecco cosa sappiamo finora.

IL BLITZ

Nella mattinata di ieri, mercoledì 8 giugno, a tre giorni dal primo turno delle Elezioni Amministrative 2016, i carabinieri del comando provincia di Napoli hanno perquisito le case e i comitati elettorali di due candidate nel capoluogo campano: Anna Ulleto e Rosaria Giugliano, la prima in corsa per un posto da consigliere comunale, la seconda per la carica di consigliere di municipalità.

 

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GLI INDAGATI

Ulleto e Giugliano risultano indagate per corruzione elettorale. Le persone iscritte nel registo degli indagati dalla Procura di Napoli sono complessivamente sei. Insieme alle due candidate del Pd ci sono quattro procacciatori di voto. Ulleto, 46 anni, è vicepresidente di una onlus, la cooperativa sociale ‘Mondo Nuovo’ e, come si legge dalla sua biografia pubblicata sul sito del Pd Campania, «si occupa nel ruolo di coordinatrice della gestione del Banco delle Opere di Carità per famiglie indigenti».

LE ACCUSE

Ulleto e Giugliano sono accusate di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale per aver promesso voti in cambio di lavoro attraverso il piano Garanzia Giovani, programma lavorativo della Regione Campania che prevede la formazione di corsi professionali per i ragazzi di età compresa tra i 25 e i 29 anni, finanziati con fondi Ue. Gli altri quattro indagati avrebbero invece fatto da tramite tra i ragazzi e le due politiche.

L’INCHIESTA

L’inchiesta è ancora alle prime battute ed è condotta dai magistrati della sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. Stanto a quanto riportato da Giuseppe Crimaldi sul Mattino di Napoli, le verifiche degli inquirenti potrebbero estendersi anche sulla posizione del marito di Anna Ulleto, titolare di un’agenzia di pulizie.

I VOTI

Una delle due indagate, Ulleto, iscritta al circolo Pd del quartiere Barra, al primo turno delle Comunali ha raccolto ben 2.263 preferenze ed è molto vicina all’elezione in consiglio comunale. Risulterà eletta in caso di successo del sindaco uscente Luigi de Magistris contro Gianni Lettieri al ballottaggio del 19 giugno. Giugliano, invece, candidata alla II Municipalità (in cui rientrano i quartieri del centro storico Avvocata, Montecalvario, Mercato, Pendino, Porto, San Giuseppe), consigliere di municipalità uscente, ha ottenuto 297 voti e non è stata eletta. Ulleto si era anche candidata alle Regionali del 2015. E non era stata eletta nonostante i 7.714 voti raccolti.

LA DIFESA

Ulleto, in una dichiarazione rilasciata a poche ore dal blitz, si è difesa così:

«Sono delusa e amareggiata per quanto successo in queste ore. Ho deciso di non restare in silenzio perché chi ha la coscienza a posto deve sempre metterci la faccia. Consapevole che la verità viene sempre a galla e su questo confido ciecamente nel lavoro della magistratura, nei confronti della quale nutro profondo rispetto e stima. E ribadisco la mia disponibilità e collaborazione perché sono estranea a qualsiasi addebito. Nel rispetto dei miei elettori, di chi ha creduto in me e del mio partito, comunico la decisione di autosospendermi dal Pd fino a quando questa vicenda, che ha segnato in negativo la mia vita, non sarà definitivamente chiusa».

Giugliano, invece, in un’intervista rilasciata a Valerio Iuliano per Il Mattino, si è difesa dalle accuse sostenendo di aver solo aiutato i più giovani a cercare lavoro:

«Per Garanzia Giovani ho solo fatto in modo che i ragazzi del mio territorio fossero aiutati ad inoltrare le pratiche per accedere ai bandi per i corsi di formazione. E sottolineo corsi di formazione.Adesempio quelli per parrucchiere. Si tratta di piccolissime imprese. Nient’altro. Non si tratta di posti di lavoro. Il mio territorio è degradato e la gente ha bisogno di aiuto. L’ho sempre fatto. Da 20 anni sono consigliere municipale.Edessere accusatadi voto di scambio è davvero troppo. Gli elettori mi apprezzavano perchéli aiutavo. Mi appoggio ai Caf. E questa è la prima volta che non vengo eletta».

IL PARTITO

Il Pd si è prontamente difeso dalle accuse dichiarandosi parte lesa nella vicenda. Nella giornata di ieri il vicesegretario Debota Serracchiani ha dichiarato:

«Se saranno riscontrati i fatti su Napoli, il Pd sarebbe parte lesa rispetto a certi comportamenti. Auspico che la magistratura faccia il più presto possibile chiarezza su una vicenda che, se provata, va condannata e punita senza se e senza ma».

Il segretario provinciale del Pd Venanzio Carpentieri, intanto:

«La magistratura faccia chiarezza sugli episodi contestati, senza sconti per nessuno e per il ripristino della legalità violata».

(Immagine di copertina: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)