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Habemus Donald Trump

Donald Trump c’è: sarà lui il candidato repubblicano che sfiderà i democratici alle Elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America. Non c’è più bisogno di primarie: tramite il sostegno di alcuni delegati “unpleged” (svincolati dal voto delle primarie) è stata raggiunta la maggioranza assoluta necessaria per ottenere la nomination. Ora The Donald è pronto a sfidare quella che sembra sempre più esser la candidata democratica: Hillary Clinton.

L’eredità di Barack Obama in 7 domande

QUANTI DELEGATI HA DONALD TRUMP

«Coloro che vedete dietro di me mi hanno portato al top dal Nord Dakota», ha annunciato il tycoon ringraziando a Bismarck, nel Nord Dakota, i delegati non vincolati. Ora la quota in suo sostegno è quella di 1.238 membri.

LE PRIME MOSSE DI TRUMP: ATTACCARE BARACK (E HILLARY)

La prima mossa di Donald è stata quella di replicare a Barack Obama che dal G7 ha espresso la sua preoccupazione in caso di vittoria del repubblicano. «Se i leader mondiali sono scossi da me – ha dichiarato –  è una cosa buona». «È inusuale che Obama parli di me durante una simile conferenza stampa ma va bene», ha dichiarato criticando il lavoro del numero uno alla Casa Bianca. Secondo il repubblicano è «probabilmente illegale» che Hillary Clinton abbia usato un account per le email private mentre era Segretario di Stato Usa. «Dobbiamo vedere cosa scoprirà l’Fbi – ha chiosato – è devastante, è un rapporto molto scioccante, è scioccante vedere cosa ha fatto». E se Clinton dovrà guadagnarsi la fiducia di tutti il miliardario newyorkese ha già detto sì al democratico Bernie Sanders per un duello tv.  «A condizione che ci sia la possibilità di raccogliere 10-15 milioni di dollari per beneficenza», ha dichiarato il repubblicano. (in copertina foto MANDEL NGAN/AFP/Getty Images)