Addio a Harrod’s a Porto Cervo. Il Comune sfratta l’emiro dalla Costa Smeralda

di Redazione | 24/05/2016

Harrod's

«Vorrei, ma non posso…», sembra lasciar intendere il sindaco Ragnedda di Arzachena, in versione pilatesca. «A dirla tutta ci sarebbe piaciuto molto vedere il villaggio Harrod’s a Porto Cervo anche quest’anno, ma dobbiamo arrenderci a quanto ci dicono i tecnici», si è difeso alla Stampa dopo lo sfratto fatto recapitare al colosso dei magazzini del lusso. Niente più gelati al gusto di caviale e champagne con i diamanti, la sciccheria al prezzo base di 500mila euro nata dalla mente di un pasticciere sardo. Niente più banchine addobbate, concerti e aperitivi nella Costa Smeralda della “libidine coi fiocchi“.

(Photocredit: screenshot Prestigeportocervo.com)

ADDIO HARROD’S A PORTO CERVO. IL COMUNE SFRATTA L’EMIRO

La vittoria della burocrazia? O il semplice rispetto delle regole elementari? «Uguali per tutti», ricchi o poveri, che siano gli emiri del Qatar proprietari di Harrod’s, «o chiunque altro», rivendica il Comune. Cambia poco. L’unica certezza è che dopo tre anni di esposizione di divani di lusso, automobili e abiti griffati, il Prestige Village non ci sarà più.  Spiega Nicola Pinna sulla Stampa: 

Tra divani lucidi e vetrine scintillanti, in Costa Smeralda si era creata una specie di passerella per magnati, un défilé per signore belle ed eleganti. Harrod’s di Porto Cervo era l’unica «succursale» fuori da Londra dei prestigiosi (e celebri) magazzini. L’unica differenza è che in Sardegna, ad agosto, non si praticavano i famosi sconti al 75 per cento. Ma quest’anno dall’Ufficio tecnico del Comune di Arzachena è arrivato l’avviso di sfratto. Il mercato a cinque stelle non si potrà allestire: «Nelle banchine del porto si possono autorizzare soltanto iniziative temporanee – hanno sentenziato i funzionari comunali –. Per Harrod’s sarebbe stato il quarto anno, quindi non si tratterebbe di un progetto “non occasionale”». I ricchi che approderanno quest’estate a Porto Cervo non troveranno più la banchina fiorita, illuminata e addobbata. Intorno al molo ci sarà una distesa di asfalto bollente e qualche bancarella di torrone della Barbagia. Aprire Harrod’s in Sardegna era stata un’idea dell’emiro del Qatar, che nel 2010 ha acquistato i magazzini londinesi che furono di Al-Fayed e l’anno dopo anche i grandi hotel della Costa Smeralda. Ora i proprietari del colosso del lusso valutano il ricorso al Tar. Gli ostacoli, in realtà, si sono presentati già dal primo anno: i sigilli del Corpo forestale nel cantiere e poi una battaglia al tribunale amministrativo. «La Costa Smeralda non è una zona franca – dice il sindaco Alberto Ragnedda –. Se ci sono delle regole, anche qui si devono rispettare».

 

HARROD’S SFRATTATO DA PORTO CERVO, L’EMIRO PENSA AL RICORSO

Ora il caso rischia di arrivare fino in Tribunale dato che l’emiro sta valutando il ricorso. Anche perché, al di là del lusso sbandierato e del glamour, dietro i magazzini c’è un giro d’affari che vale milioni e milioni. Al bar della piazzetta, invece, dove forse nessuno aveva mai mangiato il famoso gelato con i diamanti, c’è comunque chi rimpiange già Harrod’s: «Dove c’erano le belle vetrine ora ci ritroveremo solo con un piazzale, forse con un parcheggio…». La saudade smeralda.