A processo il barelliere che rubò il Rolex a James Gandolfini mentre era in fin di vita

di Redazione | 17/05/2016

james gandolfini

Qualcuno strappò il prezioso Rolex dal polso James Gandolfini, mentre l’attore dei Soprano’s era morto da pochi minuti, a Roma, due mesi fa. La persona ha ora un volto e un nome. E finirà sotto processo. Ne parla Francesco Salvatore sull’edizione romana di Repubblica:

Mentre gli tastavano il polso per sentire se ancora c’era un flebile battito lui gli sfilava il Rolex Submariner da migliaia di euro. Pensava di non essere individuato in quegli attimi così concitati all’hotel Boscolo Exedra, in piazza della Repubblica. Quando l’attore statunitense James Gandolfini, protagonista della serie televisiva “I Soprano”, tre anni fa entrava in arresto cardiaco nella sua stanza d’albergo, c’era chi pensava a svuotargli le tasche. Lo “sciacallo”, secondo la procura, è un autista barelliere dell’Ares 118. L’uomo, C.B., 43 anni, è finito a processo per furto aggravato, per aver rubato il cronografo a una persona, in quel momento, incapace di reagire. L’attore, infatti, quando arrivarono i soccorsi aveva già perso i sensi da alcuni minuti. A trovarlo in fin di vita, riverso sul pavimento del bagno della camera, in quel 19 giugno del 2013, era stato il figlio di 13 anni.

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LA STORIA DEL FURTO DEL ROLEX DI JAMES GANDOLFINI

Gandolfini era arrivato a Roma alcuni giorni prima per trascorrere una vacanza insieme alla famiglia. Lui, nato in New Jersey nel 1961 da genitori di origine italiana, si sentì male la sera del 19 giugno 2013 nella sua stanza al Boscolo Exedra. Arrivarono due ambulanze, partite dal policlinico Umberto I e dal San Giovanni, ma i soccorsi furono invani. Mentre l’attore era in arresto cardiaco il barelliere – secondo la procura – si sarebbe intascato il Rolex in acciaio. Il furto non passò inosservato. A dare l’allarme, per primi, furono due agenti della security interna dell’hotel. Riporta il quotidiano:

«Non ha più al polso l’orologio» avevano detto all’interno della stessa suite. Per poi ricevere la risposta di chi davvero provava a riattivare il cuore dell’attore: «Ora proviamo a salvargli la vita,
poi qualcuno si occuperà del furto» gli aveva risposto un paramedico. Quei tentativi di salvargli la vita, però, non erano andati a buon fine, tanto che l’attore era stato trasportato in condizioni disperate all’Umberto I. Al policlinico le manovre di rianimazione erano comunque proseguite per 40 minuti. Ma poi, alle 22.40, ne era stata decretata la morte.

(in copertina foto Sonia Recchia/Getty Images)