Parma, il sindaco M5S Pizzarotti indagato per abuso d’ufficio. Il commento: «Atto dovuto»

di Donato De Sena | 12/05/2016

Pizzarotti

Il sindaco M5S di Parma Federico Pizzarotti è indagato per abuso d’ufficio. A darne notizia stamane è stata la Gazzetta di Parma. Il primo cittadino è indagato insieme all’assessore alla Cultura Laura Ferraris per la nomina di Anna Maria Meo a direttore generale del Teatro Regio e di Barbara Minghetti consulente per sviluppo e progetti speciali. Stando a quanto riferito dalla Gazzetta di Parma, anche altri tre membri del cda della Fondazione Teatro Regio all’epoca delle nomine – Giuseppe Albenzio, Silvio Grimaldeschi e Marco Alberto Valenti – sono indagati, sempre per abuso d’ufficio.

PIZZAROTTI INDAGATO: «SONO TRANQUILLO, È UN ATTO DOVUTO»

Il fascicolo fu aperto in autunno dalla Procura, dopo gli esposti del senatore Pd Giorgio Pagliari. Si mira ad accertare se ci siano state irregolarità nell’iter di nomina arrivata dopo un bando che aveva coinvolto sette candidati, concluso senza esito. «Sono tranquillo perché è un atto dovuto, che rispetto pienamente – spiega il sindaco M5S -. Era già emerso che ci fossero indagini in corso in ragione degli esposti del senatore Pd Pagliari. Sarà utile per chiarire la vicenda, con la Procura consueto atteggiamento collaborativo. Il mio impegno continua senza esitazione».

 

PIZZAROTTI INDAGATO, FICO: «SE DOVESSE EMERGERE CHE HA AGITO CONTRO PRINCIPI M5S, CHIEDEREMO PASSO INDIETRO»

In casa 5 stelle è Roberto Fico a commentare la vicenda:

«Il sindaco di Parma è indagato per aver nominato il direttore del teatro Regio, cosa che è nelle sue prerogative. La magistratura sta verificando se ha seguito correttamente la procedura. Come sempre, se dovesse emergere una condotta contraria alla legge e ai principi del MoVimento 5 Stelle chiederemo un passo indietro. Come in tutti gli altri casi. Chi, come la Lega, ha trafficato in diamanti e comprato mutande verdi coi soldi dei cittadini, dovrebbe avere la dignità di stare zitto».

PIZZAROTTI INDAGATO, LA STORIA DELLA NOMINA AL TEATRO REGIO

La vicenda della nomina di un nuovo direttore generale comincia dopo le dimissioni, nel luglio 2014, dell’amministratore del Regio Carlo Fontana. Per rimpiazzarlo il Comune di Parma aveva aperto una «ricognizione esplorativa», con la costituzione una commissione ad hoc per la valutazione delle candidature. A gennaio del 2015 il teatro aveva fatto sapere che la procedura si era chiusa senza esito, per poi affidare, circa una settimana dopo, l’incarico di direttore a Meo. La decisione aveva sollevato forti polemiche considerato anche che la commissione cestinò senza dare spiegazioni almeno sette candidature presentate da professionisti dal curriculum impeccabile. In seguito la decisione del senatore Pd Giorgio Pagliari di presentare un esposto in Procura. Gli inquirenti indagano ora su presunte interferenze nella procedura di selezione dei candidati alla guida del teatro Regio, che rappresenta la principale istituzione culturale della città.

 

PIZZAROTTI INDAGATO, IL PD ALL’ATTACCO: «COSA DIRÀ DI MAIO?»

L’avviso di garanzia ha ovviamente subito innescato uno scontro politico tra Pd e Movimento 5 Stelle. «Siamo curiosi di sentire Di Maio e compagnia. Noi – ha dichiarato il deputato Pd Andrea Romano – siamo e rimaniamo garantisti, ma il problema sono i Cinque Stelle con la loro doppia morale: chi come il vicepresidente della Camera un giorno è forcaiolo e quello seguente (quando arrivano avvisi di garanzia ai suoi) diventa garantista; quando linciano gli altri chiedendo dimissioni e poi raccontano con la Raggi che dimettersi sarebbe consegnare uno strapotere ai magistrati». «In attesa di sapere se Luigi Di Maio oggi si è svegliato garantista oppure no», ha scritto la deputata Pd Alessia Morani su Twitter.

 

 

 

«A Parma come a Livorno, ovunque governino #flopa5stelle. Il problema del #M5S non sono le inchieste ma incapacità amministrativa», ha twittato invece il senatore Dem Andrea Marcucci. «Quarto Livorno ora Parma. Noi sempre garantisti, voi, cari grillini? Che fate? Espellete fate finta di niente ve ne state zitti? #omertàomertà», ha scritto il senatore Pd Stefano Esposito.

(Foto: ANSA / GIORGIO ONORATI)