Unioni civili, la Camera approva con 372 si e 51 no

di Redazione | 11/05/2016

Unioni Civili

Ore 21.44. Festa alla Fontana di Trevi

I sostenitori del decreto sulle Unioni Civili stanno festeggiando alla Fontana di Trevi “addobbata” con i colori del vessillo arcobaleno:

Ore 19.50. Renzi: “Andata!”

Matteo Renzi ai microfoni di Radio Capital ha festeggiato l’approvazione delle Unioni Civili alla Camera: “E’ andata, alla faccia di quelli che dicevano ‘non si farà mai’ “.

Ore 19.45. Il Governo approva le Unioni CIvili con 372 voti a favore e 51 no

La Camera approva il disegno di legge sulle Unioni Civili con 372 si e 51 no. unioni civili

Ore 19.26. Renzi: “Un giorno di festa. L’Italia fa un passo avanti”

“Oggi è un giorno di festa, l’Italia fa un passo avanti, è un giorno molto atteso, certo ci sono le polemiche di chi voleva di più e di chi voleva di meno, rimpianti e amarezze ma noi sentiamo, in sms e mail, una gioia molto forte e diffusa. I comuni non potranno rifiutarsi di celebrare le unioni civili. L’atteggiamento di una parte del mondo cattolico è atteso e perfino comprensibile, trovo un po’ fuori luogo chi collega questo fatto al referendum costituzionale. Se uno deve perdere i voti per una battaglia giusta li perde”. Così Matteo Renzi a Radio Capital.

Ore 19.24. Il momento delle dichiarazioni spontanee

Alla Camera è arrivato il momento delle dichiarazioni spontanee dei deputati. Ne sono contate una decina.

Ore 19.06. Momenti di tensione alla Camera

Il Presidente della Camera Laura Boldrini fa fatica a tenere in mano la discussione in Aula durante l’intervento del deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, interrotto ripetutamente da altri membri dell’emiciclo.

Ore 18.00. Libertà di voto per Cd-Ds

“Abbiamo lasciato libertà di voto ai nostri deputati”. A dirlo nell’Aula della Camera Gaetano Piepoli (Cd-Ds).

Ore 17.41. Prime nozze a settembre

La torta per festeggiare il sì definitivo della Camera alle unioni civili è già pronta. Monica Cirinnà, senatrice del Pd e prima firmataria del testo, aspetta in piazza Montecitorio il via libera dell’Aula. “La torta è pronta in tante meravigliose famiglie dove tante coppie aspettano solo il decreto anagrafe per sapere quando andare davanti al sindaco a suggellare il loro amore, ci riusciremo”. A chi le chiede quanto ancora si dovrà aspettare per celebrare le prime unioni civili risponde: “Penso non oltre il mese di settembre, trenta giorni per il decreto e poi cominceranno le feste”.

Ore 16.52. Meloni e il selfie per il no

“A Montecitorio per votare no alla legge sulle unioni civili di Renzi. Porre la questione di fiducia su temi delicati come questo rappresenta l’ennesimo abuso di parte di un Governo arrogante, che senza aver ricevuto alcun mandato popolare usa le istituzioni a suo piacimento”. A scriverlo su facebook il presidente di Fratelli d’Italia e candidato a sindaco di Roma, Giorgia Meloni, postando un selfie che la ritrae nell’aula di Montecitorio.

unioni civili

Ore 16.20. Nel centrodestra pronta la raccolta firma per un refrendum abrogativo.

Domani alle ore 11.30 alla Camera un gruppo di parlamentari di centro e centrodestra contrari alla legge sulle unioni civili, Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega Nord, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi, terranno una conferenza stampa per presentare iniziative per l’indizione di un referendum abrogativo delle nuove norme.

Ore 16.14. I verdiniani votano la fiducia al governo e Brunetta scalpita.

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera ed ex ministro Renato Brunetta non ha gradito il sostegno alla maggioranza di governo del gruppo di verdiniani. «Ala vota fiducia a governo. Matteo Renzi salga a Colle, spieghi a Mattarella mutati assetti maggioranza e poi chieda nuova fiducia a Camere», ha scritto su Twitter.

Ore 16.06. No alla fiducia da due deputati della maggioranza.

Ad astenersi nella votazione sulla fiducia al governo sono stati due deputati del gruppo misto, Vincenza Labriola e Rudi Franco Marguerettaz. hanno invece votato contro la fiducia due deputati di maggioranza, Alessandro Pagano di Area Popolare e Mario Sberna di Ds-Cd.

Ore 15.46. Con 369 sì arriva la fiducia al governo.

Con 369 sì, 193 no e 2 astenuti la Camera ha approvato la questione di fiducia al governo posta al ddl sulle unioni civili. La seduta Montecitorio è stata poi sospesa e proseguirà in seguito con dichiarazioni di voto e votazione finale. Il via libera definitivo al provvedimento è atteso nel tardo pomeriggio di oggi, verso le 19

Ore 15.44. Alla Camera conclusa la seconda chiama.

Alla Camera dei deputati si è conclusa la seconda chiama per il voto di fiducia posto dal governo al disegno di legge Cirinnà.

Ore 15.40. Esulta la prima firmataria della legge sulle unioni civili Cirinnà.

La prima firmataria della legge sulle unioni civili in procinto di essere approvata esulta per il traguardo raggiunto. «Questo 11 maggio – ha scritto la senatrice Pd Monica Cirinnà su Facebook – è un gran giorno per il nostro Paese e per la nostra democrazia. Un momento storico che segna il passo sul tema dei diritti in Italia: passiamo dal diritto di famiglia al diritto delle famiglie. Da oggi cambierà la vita di molte persone e sono certa che questa legge porterà felicità a chi fino ad ora non l’ha avuta».

 

Un passo storico per l’Italia, dopo decenni di attesa. Nell’Aula della Camera dei deputati è il giorno del voto di fiducia sul disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, per il riconoscimento dei diritti delle coppie Lgbt e per le convivenze di fatto. «Un giorno di festa», rivendica Matteo Renzi. Ma sullo sfondo della votazione in Aula c’è l’ira della Cei sul governo: «Una forzatura votare così la legge, sconfitta per tutti», incalzano i vescovi italiani.

 

Unioni Civili

 

Parole e accuse alle quali si sommano le minacce di referendum abrogativo evocate da parte dei centristi, quelle in vista del referendum da Massimo Gandolfini, leader e portavoce del Family day («Ce ne ricorderemo»). E la bagarre delle opposizioni per la scelta fatta dal governo per blindare il testo di legge, al di là dei numeri ben più solidi di quelli del Senato per la maggioranza. Non è un caso che tra il voto di fiducia e il “sì” finale al provvedimento (rispetto a Palazzo Madama non coincidono, ndr), potrebbe esserci una battaglia a colpi di ordini del giorno. Tradotto, potrebbe slittare di qualche ora (al massimo a giovedì mattina) il via libero definitivo della legge.

 

UNIONI CIVILI, LA GUIDA
Cosa è il patto di convivenza
Cosa è la convivenza di fatto
Cosa sono le unioni civili
Stepchild Adoption: cos’è

UNIONI CIVILI, L’ORA DELLA FIDUCIA ALLA CAMERA

Sarà la fiducia numero 22 per il governo, la 53esima in totale posta dall’esecutivo. Una decisione che ha irritato destre, M5S, così come Sinistra italiana e parte della minoranza dem: «Comprensibile, ma non giustificata, la forzatura in Senato. Ripetere il gesto alla Camera, dove il Pd ha numeri ben più ampi, è un nuovo errore che crea un pericoloso precedente», protesta pure il senatore bersaniano Miguel Gotor.

Da Sinistra, invece, Arturo Scotto e Stefano Fassina hanno rivendicato come il gruppo di Sel-Si voterà no alla fiducia e sì al provvedimento finale. Ma non solo: saranno pure presentati ordini del giorno che impegnino l’esecutivo a reintrodurre quella stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner, rivendicata dalle Famiglie Arcobaleno ma stralciata tra le polemiche al Senato. Allora il testo fu blindato dalla prima fiducia votata da Ala, il gruppo di Denis Verdini salvagente del governo. Anche a Montecitorio i verdiniani voteranno con le forze di maggioranza. Parte di Ncd, come già avvenuto a Palazzo Madama, è invece in fibrillazione: una riunione prima del voto sarà organizzata con tutti i centristi di Area popolare per sedare tentazioni oltranziste di singoli parlamentari sul voto, compresa Paola Binetti.

UNIONI CIVILI, LEGA E FORZA ITALIA CONTRO

Restano feroci le proteste da parte di Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Conservatori e Riformisti di Fitto. «Il Parlamento è per il Governo uno zerbino su cui pulire i piedi, i parlamentari dovrebbero rispondere ai cittadini e non ubbidire a un capo padrone abituato a calpestare quest’aula», accusa il deputato pentastellato Bonafede. Ma dal governo nessun passo indietro sulla fiducia: «La fiducia ha un valore politico». In casa dem però non pochi considerano il testo un compromesso al ribasso. E dopo il voto in dissenso è ormai pronta a lasciare il partito Michela Marzano.