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25 aprile: perché gli ex deportati nei campi nazisti non sfileranno con l’Anpi a Roma

Festa della Liberazione 25 aprile Roma: la storia, purtroppo, si ripete. Anche quest’anno l’Aned, l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, sarà costretta a dare forfait: «A circa una settimana dal 25 aprile – spiegano in un comunicato – dobbiamo constatare che saranno presenti nel corteo e a Porta san Paolo anche Associazioni e organizzazioni con parole d’ordine e slogan, e dichiarate intenzioni, che ben poco o nulla hanno a che vedere con i principi ispiratori della Resistenza e dell’organizzazione ufficialmente ospitante , l’Anpi Roma e Provincia». «Ancora una volta – sottolinea Aned – dobbiamo constatare che in una giornata di festa e di impegno su temi importanti e fondamentali per il nostro paese, vengono riproposti ed evidenziati gli stessi inaccettabili presupposti che, nelle passate edizioni, hanno dato luogo a veri e propri episodi di intolleranza».

Perché a Roma non si riesce a festeggiare l’anniversario della Liberazione insieme e senza divisioni?

Lo abbiamo chiesto a  Eugenio Iafrate, vicepresidente dell’associazione. «Abbiamo rinunciato, purtroppo, per gli stessi motivi dell’anno scorso, ora più seri e gravi. Quest’anno l’Anpi è allo sbando. L’iniziativa è stata presa da centri sociali e organizzazioni varie durante un incontro nella facoltà di Fisica, a La Sapienza, qualche giorno fa. L’Associazione nazionale partigiani ha lanciato l’iniziativa con parole belle e importanti ma la realtà è che anche quest’anno la manifestazione sarà all’insegna della resistenza internazionale rispetto a persecuzioni attuali».

25 aprile: la Festa della Liberazione e il #coraggiodi ricominciare

GLI EX DEPORTATI E I RISCHI DEL CORTEO A PORTA SAN PAOLO

La bandiera della Brigata ebraica, simile a quella d’Israele, con la presenza di manifestanti pro-Palestina, rischia di creare tensioni e contestazioni come avvenne nel 2014 davanti al Colosseo. Un pericolo che si può ripetere? «Sì, anche per le tematiche politiche che saranno trattate nel corteo», spiega Iafrate. «L’ho ripetuto anche quest’anno: il 26 e 27 aprile possiamo tranquillamente parlare di problematiche internazionali, ma non è possibile che dobbiamo discuterne il 25 aprile, in mezzo alla manifestazione, con magari fischi e spintoni». Anche perché, paradossalmente, l’Aned è una associazione che raccoglie tutti gli ex deportati nei lager nazisti. «Di ogni razza e provenienza politica», ha commentato il vicepresidente. «Siamo piccolini – ha ironizzato – non disturbiamo. Faremo altre cose. Abbiamo dato appuntamento la mattina del 25, alle 10, al Museo della liberazione di via Tasso e alle 20 al Centro Ebraico Pitigliani per “La Resistenza, i Partigiani e la Brigata Ebraica nella liberazione dell’Italia”».
A Roma si eviteranno i rischi mentre a Corsico, roccaforte rossa al sud di Milano, le istituzioni hanno già detto no al classico discorso dell’Anpi per il 25 aprile. Scatenando polemiche.

ANED, L’ANPI E QUELLA LIBERAZIONE IN CAMPIDOGLIO

Sulla pagina Facebook dell’Anpi Roma in tanti chiedono i motivi dell’assenza di Aned. Sarà possibile un giorno festeggiare la Liberazione uniti? «Se l’Anpi, che è l’associazione ospitante – spiega Iafrate –  prende una posizione politica precisa, oltre la facciata, sì. Il problema è Roma, dove questa associazione è sotto scacco per vicende interne. Spero che a Milano le cose vadano decisamente meglio».
L’anno scorso, per la Capitale, i partigiani non fecero il tradizionale corteo ma un sit-in mentre le istituzioni si riunirono in piazza del Campidoglio. Quest’anno nessuna figura istituzionale sarà presente agli eventi romani. «L’anno scorso – ricorda Iafrate – c’era il comune di Roma ancora in piedi. Abbiamo festeggiato in piazza perché inizialmente si celebrava così negli anni subito dopo quel 25 aprile del 1945. La vera festa era in piazza del Campidoglio, nell’aula Giulio Cesare».

(in copertina foto di repertorio del 25 aprile 2015 a Roma, ANSA/ GIORGIO ONORATI)