Precari, 1,4 milioni di lavoratori malpagati (con i voucher)

di Redazione | 22/04/2016

Disoccupazione

In Italia c’è esercito di lavoratori malpagati e senza tutele. L’ultimo boom di retribuzioni basse riguarda i voucher, ticket lavoro che valgono 10 euro lordi, nel 2015 cresciuti del 66%, che nascondono forme di economia sommersa. Ad essere colpiti sono soprattutto i giovani, per il 31%, le donne, 50%, ma anche molti lavoratori adulti. Presto però arriveranno norme per la tracciabilità. Entro giugno sarà approvato un decreto che costringerà i datori di lavoro ad uscire dal nero. Ne parla oggi Roberto Mania su Repubblica:

Nelle scorse settimane il governo aveva annunciato un decreto. Il provvedimento, però, non è ancora pronto. C’è tempo fino al 25 giugno quando scadrà il termine entro il quale è possibile modificare il decreto attuativo del Jobs Act relativo alle tipologie contrattuali. I tecnici ci stanno lavorando e lo schema di intervento ricalca quello già adottato contro l’abuso del job on call.

Oggi chi intende utilizzare il voucher per retribuire una prestazione accessoria (la riforma Fornero del lavoro del 2012 l’ha esteso sostanzialmente a tutti i settori) deve comunicare il periodo presunto nel quale ritiene che impiegherà un determinato lavoratore. Solo a consuntivo è tenuto a comunicare i giorni esatti della prestazione lavorativa. In questo meccanismo, che si affida all’onestà del datore di lavoro, si annida la possibilità dell’elusione e degli abusi. Senza, infatti, un controllo degli ispettori dell’Inps, il datore di lavoro può formalmente comunicare di aver impiegato quel lavoratore, per esempio, un solo giorno mentre di fatto può averlo impiegato in nero per un periodo ben più lungo. Cosa che effettivamente sembra accadere. Tanto che c’è uno scarto crescente tra voucher acquistati e voucher effettivamente riscossi. Ma anche in questo scarto si nascondono probabilmente forme di elusione visto che chi ha acquistato il voucher ma dice di non averlo utilizzato può farselo rimborsare dall’Inps.

Con la tracciabilità il datore di lavoro dovrà comunicare obbligatoriamente per via telematica i giorni e le ore nei quali impiega il lavoratore. Così è stato fatto anche per il lavoro intermittente con il risultato che in alcune province il numero delle ore di lavoro è improvvisamente cresciuto anche del 400 per cento.

Nati per retribuire i lavori per prestazioni occasionali e accessori i voucher sembrano aver preso il posto delle vecchie collaborazioni. L’obiettivo inziale era quello di avvicinare al mondo del lavoro figure molto deboli come disoccupati, casalinghe, studenti, pensionati e disabili. Ma con il governo Monti il vincolo della prestazione occasionale è caduto e i voucher sono stati estesi anche al settore agricolo. Si è dunque passati dai 24mila lavoratori retribuiti con almeno un voucher nel 2008 ad un milione 393mila del 2015. E nei primi due mesi del 2016 è stato regstrato un ulteriore aumento del 45%.

(Foto di copertina: Ansa)