«Graziano Stacchio, la difesa era legittima. Si all’assoluzione»

di Maghdi Abo Abia | 21/04/2016

Graziano Stacchio

Graziano Stacchio ha sparato ed ha ucciso. Il suo scopo era però solo quello di difendere sé stesso e la commessa della gioielleria assaltata dai banditi. Per questo la Procura di Vicenza ha depositato la richiesta di archiviazione nei confronti del benzinaio di Ponte di Nanto accusato di “eccesso colposo di legittima difesa”.

GRAZIANO STACCHIO, IL PROCESSO ARRIVATO ALLA FINE?

Graziano Stacchio già nello scorso febbraio era venuto a conoscenza di questa volontà da parte del procuratore Antonino Cappelleri. Con quest’ultima decisione per lui si potrebbe chiudere una vicenda dolorosa iniziata la sera del tre febbraio 2015. Graziano Stacchio sparò col suo fucile nella speranza di allontanare un gruppo di malavitosi che aveva assaltato la gioielleria di Roberto Zancan. In tutta risposta i banditi gli puntarono addosso il mitra e spararono.

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GRAZIANO STACCHIO, COSA ACCADDE LA SERA DEL 3 FEBBRAIO 2015

Graziano Stacchio sparando aveva colpito a morte Albano Cassol, nomade trevigiano di 41 anni che morì per le conseguenze di una ferita alla coscia. Un altro rapinatore, Oriano Derlesi, giostraio nomade, è a sua volta sotto processo con l’accusa di tentata rapina e tentato omicidio. Un’accusa, secondo il procuratore Antonino Cappelleri, che “cancella” l’eccesso di legittima difesa imputato a Graziano Stacchio. Si cercano però altre due persone, di cui si hanno i profili genetici ma ancora non sono stati trovati riscontri. E un altro uomo, ignoto, ripreso dalle telecamere.