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Sentenza Higuain, il piano del Napoli per ridurre di 2 giornate la squalifica

Si avvicina il giorno della sentenza sul gesto di Gonzalo Higuain, squalificato per 4 giornate dopo aver protestato con veemenza per un’espulsione e per essere entrato in contatto con l’arbitro Massimiliano Irrati, nel corso di Udinese-Napoli. Venerdì a Roma è prevista presso la Corte d’appello federale l’udienza sul ricorso della società azzurra, presentato dall’avvocato Mattia Grassani.

SENTENZA HIGUAIN, IL NAPOLI PUNTA A RIDIMENSIONARE IL REFERTO

L’obiettivo dei partenopei è quello di ridimensionare gran parte del referto del direttore di gara ottenendo uno sconto di 2 giornate sulla squalifica. Lo spiega Pino Taormina sul Mattino di Napoli:

L’obiettivo numero uno del legale azzurro resta quello di ridimensionare la portata di quel «vergognoso» urlato in faccia all’arbitro da Higuain. Il punto di partenza è la prassi della Corte di Appello: al di là di quello che dirà l’argentino e la memoria dell’avvocato Grassani, il collegio giudicante punterà su quello che è contenuto nel referto dell’arbitro di Udinese-Napoli. E su questo aspetto, il club azzurro fa bene ad avere fiducia: Irrati, infatti, fa riferimento esclusivamente a una espressione pronunciata dal bomber del Napoli: «mi ha urlato in faccia vergognoso», è scritto testuale. E la tendenza della Corte di Appello, negli ultimi tempi, è quella di non considerare «vergognoso» come una ingiuria o un’offesa quanto piuttosto come una critica. Complicato smontare la parte del referto in cui l’arbitro scrive «ponendomi le mani al petto, mi spingeva lievemente facendomi indietreggiare, senza procurarmi dolore». A meno che la frase riportata da Cesari e attribuita a Irrati («il mio movimento verso Higuain è sconveniente») non possa avere peso nel giudizio finale.

SENTENZA HIGUAIN, IL NAPOLI PUÒ RICORRERE ANCHE AL CONI

Lo sconto per Higuain viene ritenuto probabile. Con una riduzione della squalifica da 4 a 2 giornate l’attaccante argentino rientrerebbe in campo nella partita contro il Bologna. Con una riduzione invece da 4 a 3 giornate tornerebbe a giocare il 25 aprile contro la Roma, nella sfida decisiva per l’accesso diretto alla Champions League. In caso di insuccesso del ricorso, il Napoli avrebbe comunque anche un’altra carta da giocare: ricorrere con procedura d’urgenza all’Alta Corte del Coni.

(Immagine: fermo immagine tratto da Sky Calcio)