Spagna, governo sempre più difficile, elezioni sempre più probabili

di Andrea Mollica | 08/04/2016

Spagna governo

Spagna governo, sempre più difficile la formazione di un governo in Spagna a ormai 100 giorni dalle elezioni del 20 dicembre 2015. I leader di PSOE, Ciudadanos e Podemos non sono riusciti a trovare un’intesa, e l’ennesimo fallimento per formare una maggioranza rende sempre più probabili le elezioni anticipate nel giugno 2016. La trattativa tra PSOE, Ciudadanos e Podemos per la formazione di un nuovo governo in Spagna è fallita dopo la prima riunione. I socialisti di Pedro Sanchez erano riusciti a far accettare a Ciudadanos, formazione centrista con cui hanno stretto un patto di governo, l’apertura verso Podemos. L’incontro, il primo ufficiale tra i tre partiti, ha però palesato differenze così profonde da esser ritenute inconciliabili. PSOE e Ciudadanos hanno spiegato di essere disponibili ad accettare solo lievi modifiche al patto di governo stretto diverse settimane fa. Podemos invece riteneva indispensabili cambiamenti più radicali, in materia di politiche di bilancio con conseguente superamento dei vincoli posti dall’UE così come sulla questione catalana. Podemos ha deciso di convocare un referendum tra i suoi 400 mila iscritti per chiedere se appoggiare il patto tra PSOE e Ciudadanos, oppure se perseguire un accordo di governo tra le forze di sinistra, socialisti, Izquierda Unida, e alcune formazioni nazionaliste di ispirazione progressista. La seconda ipotesi prospettata da Pablo Iglesias appare però piuttosto strumentale, visto che il PSOE ha ribadito di esser indisponibile a concedere referendum indipendentisti che possano mettere in dubbio l’integrità della Spagna. La consultazione di Podemos si svolgerà entro la metà di aprile, anche se il suo esito difficilmente potrà impedire un ritorno alle elezioni che appare sempre più probabile. Pedro Sanchez è già stato bocciato una volta dal Congresso dei Deputati, e per evitare elezioni anticipate la Spagna è costituzionalmente vincolata a eleggere un nuovo presidente del governo entro i primi giorni di maggio. Difficilmente però lo stallo osservato negli ultimi 100 giorni potrà cambiare nelle prossime settimane. Il PP di Mariano Rajoy non è interessato a coalizioni che mettano in dubbio la conferma del suo leader, una posizione confortata anche dalla tenuta nei sondaggi condotti dopo le elezioni di fine dicembre. Il PSOE di Pedro Sanchez è bloccato dalla questione catalana, che rende impossibile l’accordo già molto difficile tra due forze così distanti tra di loro come Podemos e Ciudadanos.