La rivolta della Basilicata contro Marcello Sorgi a Ballarò: «Ma quali galline e mucche»

di Maghdi Abo Abia | 06/04/2016

Marcello Sorgi

Marcello Sorgi è riuscito a far arrabbiare la Basilicata. Colpa del suo intervento a Ballarò il 5 aprile 2016. L’ex direttore del Tg1 ed editorialista de La Stampa ha difeso la necessità di estrarre il petrolio nella Regione sottolineando le beghe tra i governatori Pittella e Emiliano e come già nel 1989 venne deciso per il si all’oro nero nella Regione. Solo che nel portare avanti il suo intervento Marcello Sorgi ha descritto una Regione che non esiste più “ignorando” inoltre la geografia della stessa.

Marcello Sorgi

Questo è stato l’intervento di Marcello Sorgi a Ballarò, intervento mondato dalle sue parti meno importanti:

La Basilicata è una delle regioni più desolate d’Italia, basta leggere “Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi”. Se togli 14 chilometri di costa che sono bellissimi, il resto è un territorio abbandonato, desolato. In un territorio così desolato si scopre il petrolio. Sarà giusto o sarà sbagliato trasformare un territorio agricolo in uno industriale però nel 1989 viene deciso che questo petrolio va estratto. Nel 1998, nove anni dopo, il governo Prodi si rende conto che non è successo nulla. Nel 2016 Renzi decide d’intervenire ma perché non è successo nulla? Non è vero quello che ha detto Emiliano, che la Puglia non era contraria ma in realtà c’era una lite tra Emiliano e Pittella e tra Pettilla e la sindaca di Corleto Perticale. Ti sembra possibile che su temi ambientali deve decidere un piccolo comune che non ha neanche un geometra? […] Dopo quasi 27 anni la Basilicata non è stata in grado di avviare l’estrazione del petrolio. Il Governo cosa poteva fare? Non doveva intervenire con la Guidi. Sai qual era l’argomento tra Pittella e Emiliano? Io non ti concederò mai una parte delle royalties perché mi devi i soldi dell’acqua […] una regione dove non c’è lavoro, dove c’è desolazione, non vorrei che sembrasse che si sia a favore dell’estrazione del petrolio a qualsiasi prezzo […] si può rinunciare al petrolio, l’abbiamo visto nel servizio, vivono con le galline, con la mucca, si vive benissimo

MARCELLO SORGI È RIMASTO A “CRISTO SI È FERMATO A EBOLI”, UN LIBRO DEL 1943?

Al di là dei giudizi personali su cui ovviamente non possiamo sindacare, è opportuno notare come “Cristo si è fermato a Eboli” sia un romanzo del 1943 dove ovviamente si racconta la realtà della Basilicata risalente a 73 anni fa. Inoltre Marcello Sorgi parla di “14 chilometri di costa” ignorando come la Regione sia affacciata anche sul Mar Ionio per circa 40 chilometri. Un errore da scuole elementari, certo ci concederà l’editorialista de La Stampa. Infine parlando di territorio desolato, secondo i dati Istat risalenti al 2012 la Basilicata è la sedicesima Regione italiana per Pil Pro-capite davanti a Puglia, Sicilia, Calabria e Campania e la diciottesima per Pil totale davanti Molise e Valle d’Aosta. Non solo, secondo il rating di Moody’s la Basilicata è accreditata del Rating Baa2, pari a un grado di protezione medio, come Liguria, Veneto, Umbria, Puglia, Sardegna, un valore migliore rispetto a Abruzzo, Molise, Calabria.

MARCELLO SORGI E LE REAZIONI SU TWITTER

Far passare la Basilicata come la provincia più provincia dell’impero per legittimare la necessità delle trivelle non pare quindi una grande idea, come dimostrato dalla reazione su Twitter da parte dei residenti lucani e da persone che conoscono la Regione e che ritengono come la lettura di Marcello Sorgi possa apparire parziale.