Higuain, ecco perché potrebbe passare da 4 a 2 giornate di squalifica

di Boris Sollazzo | 06/04/2016

Higuain

E’ di sicuro il caso calcistico della settimana. E forse dell’anno. In una stagione senza particolari torti arbitrali, senza ingiustizie palesi – almeno fino a metà marzo -, il caso Higuain arriva come una tempesta. In effetti, ha tutto, la maxisqualifica del bomber argentino, per agitare gli animi di tifosi e appassionati: la disparità di trattamento tra lui (ma anche Tonelli o in passato Borja Valero) e Zaza contro l’Empoli o Bonucci nel derby. Anche se, clamorosamente, Rizzoli avrebbe dichiarato che è stato lui a spingere il difensore bianconero: e allora, come ha argutamente fatto notare Mimmo Carratelli su Il Mattino, che venga squalificato il direttore di gara. A questo aggiungiamo l’ingenuità del giudice sportivo Tosel, che ha ammesso in uno scherzo telefonico nella trasmissione La Radiazza di Radio Marte, di violare il dovere di riservatezza (art. 2 lettera b del regolamento disciplinare), “per dare chiarimenti tecnici” da anni con la stampa, e infine la scoperta che è la Gazzetta dello Sport il “tribunale” del calcio italiano, dal momento che prima ha anticipato la sentenza e oggi pure il ricorso del Napoli, annunciato sul sito ufficiale con un comunicato stringato, ma esposto nei dettagli sulla rosea in un articolo di Alessandro Catapano.

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Il ricorso verrà stilato da un principe del foro, quel Mattia Grassani che in tema di squalifiche di varia natura non di rado ha fatto miracoli (l’ultimo, la serie B per l’Ascoli) e si fonderà proprio sull’impianto accusatorio, che lui cercherà di demolire almeno in un elemento fondante (la spinta di Higuain all’arbitro Irrati) in Corte Sportiva d’Appello. E già che dovrà tentare l’impresa, proverà anche a trasformare la squalifica di Maurizio Sarri in ammonizione con diffida provando a derubricare le “espressioni ingiuriose” ripetute “reiteratamente”, in espressioni irriguardose, anche se il “vi dovete vergognare” sentito dall’assistente lascia poco spazio alle speranze, essendo il mister toscano anche recidivo.

Catapano, a questo punto, lascia il dubbio se sia a conoscenza del contenuto del ricorso o se lo stia suggerendo (d’altronde perché la Gazzetta oltre che Giudice che emette sentenza un giorno prima, non dovrebbe anche farsi colleggio difensivo?). I passaggi potrebbero e dovrebbero essere tre.

Puntualizzare il contenuto delle ingiurie del capocannoniere all’arbitro Irrati. Dalla lettura del referto arbitrale bisognerebbe capire se si tratti di una parolaccia o più espressioni volgari (che Higuain avrebbe pronunciato, ma pare ai danni di Felipe e per cui è stato multato per 20.000 euro) o di un più moderato “sei scandaloso”. In tal caso quelle due giornate che, nello scorporo della sentenza, sono affidate a questa parte della reazione dell’argentino diventerebbero una sola (possibilità di difficile realizzazione, nello scherzo telefonico Tosel fa capire che il referto non presenta spazi per ricorsi, almeno nei contenuti delle offese).

Dimostrare che nel contatto Irrati-Higuain, l’arbitro ha la testa più avanti del corpo, mentre così non è per il calciatore, e che quindi non vi è alcuna volontà di aggressione, neanche “esercitando una lieve pressione”, ma solo volontà di proteggersi. Potrebbe esserci la possibilità di un’audizione di Tosel a Irrati per chiarire alcune parti del referto. In seguito a tutto ciò, quindi, la squalifica di Gonzalo Higuain potrebbe passare da 4 giornate a 3 (una possibilità concreta anche se non con altissime percentuali) o addirittura a 2 (molto difficile, ma non impossibile). Di sicuro però, ora che la lotta scudetto si è conclusa a favore dei bianconeri, il mondo del calcio ha trovato di cosa parlare per un altro mesetto.