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Filippo Nogarin e l’avviso di garanzia sulla discarica di Limoncino: «Se arriva non mi dimetto»

«Sono sicuro che mi arriverà un avviso di garanzia. Chiunque può accusare un sindaco di qualcosa, peccato che quello che esattamente io ho fatto è scritto nero su bianco sul mio mandato di governo e quindi non ho fatto niente di più e niente di meno di ciò che avevo promesso ai cittadini se fossi stato eletto e cioè bloccare la realizzazione della discarica». A dichiararlo, in una intervista rilasciata a Rainews 24, è il sindaco Filippo Nogarin in merito alla vicenda della discarica realizzata nella ex cava sul monte La Poggia al Limoncino. Una futura discarica terreno di scontro da anni da parte di un comitato di cittadini e una ditta e che ora mette in difficoltà l’amministrazione 5 stelle rea di aver cambiato posizione su una questione in cui da anni si è già espresso il tribunale con tanto di sentenze e dissequestri.

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FILIPPO NOGARIN E LA VICENDA DELLA DISCARICA DEL LIMONCINO

La vicenda riguarda il monte La Poggia al Limoncino e dura da anni. Da una parte un comitato di cittadini dall’altra i gestori della discarica e l’amministrazione livornese. Tutto parte nel 2011, quando l’area viene riqualificata da una vecchia cava a discarica, con oltre 6 milioni di investimenti. Secondo il Comune quella strada d’accesso è di uso pubblico. Partono gli esposti del comitato. L’area, nelle mani della ditta Bellabarba, viene posta sotto sequestro. Tutto fermo? Macché, dopo tre anni viene stabilito il dissequestro: per i giudici non c’è reato ambientale. Il processo civile va avanti e nel 2013 (attenzione a questo passaggio) la strada del Limoncino viene riconosciuta ad uso privato. Situazione spinosa perché, in queste condizioni, per i mezzi dell’azienda diventa impossibile raggiungere la discarica. I primi a ricorrere – spiega Rainews – sono i legali di Palazzo Civico. Intanto però la politica cambia così come il colore politico di un Comune. Se la giunta Cosimi era favorevole alla discarica nel maggio 2014 il Movimento 5 stelle sale alla guida di Livorno. Nogarin mette sotto mirino l’area.

FILIPPO NOGARIN E IL SERVIZIO DI RAINEWS24

Ed è qui che intervengono le telecamere di Rainews 24. I dirigenti del Comune non vogliono farsi riprendere, temono ritorsioni e denunciano alla emittente la vicinanza del comitato a Nogarin «nei giorni di campagna e nei primi mesi di amministrazione comunale». Il servizio è netto e riporta le parole dei dipendenti anonimi: «Il comune sta favorendo il Comitato nonostante nel processo rappresenti la controparte». La ditta Bellabarba, proprietaria della cava, ha presentato un ricorso al Tar con una richiesta di risarcimento danni al Comune di 54 milioni. Un ricorso che si aggiunge all’esposto in procura, come anticipato dal Tirreno qualche giorno fa.

«È combinando la coloritura della strada – si legge – con l’indicazione della carta regionale, la via del Limoncino risultava classificata come strada extra urbana principale ciò che implica la classificazione quale strada pubblica. È allora facile – è la conclusione – desumere che le “discrasie cartografiche” che i tre dirigenti avrebbero improvvisamente rivelato e che la giunta con tanta sollecitudine si è proposta di correggere, attengono a quel vincolo di destinazione pubblica che grava sulla strada e che il comitato dei frontisti vorrebbe negare».

Avendo la dichiarazione del tribunale, che attesta il non rischio di inquinamento, i Bellabarba accusano i 5 stelle di aver passato alla controparte, ovvero al comitato anti discarica, alcune carte prima della richiesta ufficiale di accesso agli atti. Mosse definite “delatorie” in un processo in cui l’amministrazione si è costituita parte civile.

Il sindaco Filippo Nogarin ha replicato così ai giornalisti: «Il comune è dei cittadini, i cittadini sono il comune. Il comune non è un ente terzo che va contro i cittadini. La documentazione è stata fornita rispettando i tempi». L’accusa che parte da alcuni dirigenti comunali è quella di «pressioni» da parte del comitato sul sindaco 5 stelle per cambiare la destinazione d’uso della strada da pubblico a privata facendo così saltare di fatto il banco con la ditta. L’esposto presentato dai Bellabarba – spiega Rainews – è stato depositato il 9 febbraio e prefigurerebbe l’ipotesi di «abuso di ufficio» per il primo cittadino M5S.

FILIPPO NOGARIN: “SE ARRIVA AVVISO DI GARANZIA NON MI DIMETTO”

«Se mi dovesse arrivare l’avviso di garanzia – ha spiegato Filippo Nogarin – non mi dimetterei. Assolutamente no. Se me lo chiedessero i vertici del movimento? I vertici nel nostro movimento non esistono. Se fosse la “base” a chiedermi di fare un passo indietro è una cosa che può subentrare nel dibattito complessivo». Sul rischio di danno erariale per il Comune il sindaco replica che «questo è tutto da vedere». I dirigenti comunali hanno raccontato ai cronisti di Rainews specifiche scene. Quando venivano prese decisioni sulla discarica persone del comitato, secondo i dipendenti, erano «presenti nell’ufficio del sindaco». Con tanto di promesse urlate da quelle stanze, ovvero il sostegno «in campagna elettorale». «Non ho mai assistito a nessun urlo», ha commentato il sindaco. Ma la storia, con il ricorso al Tar, sembra destinata a non finire qui.