Anagrafe dei rapporti finanziari: cosa succede da domani al conto corrente

di Redazione | 30/03/2016

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Novità in arrivo per i titolari di un conto corrente e di una carta di credito. Entro domani il Fisco dovrà ricevere maggiori informazioni sulle movimentazioni dei nostri risparmi. Banche, poste e altri operatori finanziari dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate diversi dati sui clienti, come saldi d’inizio e fine anno, giacenza media, depositi, investimenti, utilizzo di carte, numero di accessi alle cassette di sicurezza, per un’«analisi del rischio di evasione».

CONTO CORRENTE, VIA ALL’ANAGRAFE DEI RAPPORTI FINANZIARI

Le informazioni trasmesse sono relative al 2015 e l’Agenzia delle Entrate potrà incrociarli con i dati sui redditi dichiarati per verificare posizioni sospette. Ne parla Enrico Marro sul Corriere della Sera:

Va a regime domani l’anagrafe dei rapporti finanziari istituita con il decreto Salva Italia nel 2011. Si tratta di una mole enorme di informazioni. Sulla carta un grande fratello fiscale. Che, se ben usato, potrebbe aiutare la lotta all’evasione fiscale che ogni anno sottrae alle casse pubbliche 120 miliardi di euro. In realtà uno strumento che servirà soprattutto da deterrente. Il contribuente, cioè, sa che il Fisco dispone di quest’arma in più, anche se i controlli effettivi saranno limitati.

Il Garante per la privacy Antonello Soro, in un’audizione in Parlamento, ha sottolineato che viene impedito un controllo generalizzato e diffuso di tutti i contribuenti ed ha chiesto che la trasmissione automatizzata dei dati non comporti accessi impropri e che i dati vengano cancellati dopo sei anni.

CONTO CORRENTE, VERIFICHE SU INCONGRUENZE E ISEE

La trasmissione dei dati su conto correnti e movimentazioni consentirà di verificare incongruenze e far scattare accertamenti. Verrà utilizzata anche per verificare la correttezza del nuovo Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). Scrive ancora Marro sul Corriere della Sera:

Restano distinte due fasi. Una prima nella quale si individuano le incongruenze e una seconda che può arrivare fino all’accertamento. Per esempio, nel caso di un contribuente che dichiari 10mila euro di reddito ma movimenti in banca centinaia di migliaia di euro, l’incongruenza verrà comunicata al cittadino affinché possa fare l’adesione spontanea, in mancanza della quale scatterà l’accertamento.
I dati trasmessi entro domani, in particolare quelli sulla giacenza media sul conto corrente, potranno essere utilizzati anche per verificare la correttezza del nuovo Isee, l’indicatore sintetico della ricchezza familiare utilizzato per ottenere una serie di prestazioni (asili nido, borse di studio, sussidi alle famiglie, eccetera), nel quale appunto si deve indicare anche la giacenza media.

(Foto di copertina: Chris Hondros / Getty Images)