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“Manda un sms al numero x per donare 2 euro al partito”

Non bastavano l’otto per mille e i soldi delle primarie, dove presenti. Così da oggi sostenere un partito può diventare anche una questione di sms, come per Telethon. Ne parla Repubblica in edicola oggi

aiutare un candidato sindaco come se fossimo al Telethon. Basteranno un sms dal cellulare, una chiamata da casa, un clic su una app. Il 23 marzo, il Garante per le Comunicazioni (l’AgCom) ha scritto alle società telefoniche. Entro il 7 aprile, queste società dovranno depositare in AgCom il “codice di autodisciplina” che regolerà il loro rapporto sia con le persone che donano sia con i partiti. E a quel punto i tasselli saranno tutti a posto perché il meccanismo parta in vista – scrive l’AgCom – delle «imminenti amministrative».

Come funzionerà? Semplice

Potremo donare uno o massimo 2 euro con un sms e con la app; da 2 a 10 euro con una chiamata da casa. I numeri saranno a sei cifre e inizieranno con il 499. Saranno le società a creare i numeri (499.999 e 499.111 tra i più ambiti) attivandoli sulla loro rete.

Chissà se in regalo riceveremo la suoneria del gattino virgola.

FINANZIARE I PARTITI VIA SMS: COME POTREBBE FUNZIONARE

Gli operatori telefonici potranno informare gli utenti e acquisire il consenso con modalità semplificate. Con un parere reso ad Asstel il Garante privacy ha infatti indicato le tutele che gli operatori telefonici dovranno inserire nel codice deontologico che la normativa chiede loro di adottare. I dati derivanti dalla raccolta di fondi, per il loro collegamento anche solo potenziale tra donatore e beneficiario, sono idonei a rivelare le opinioni o le preferenze politiche di chi sovvenzione. Si tratta di dati sensibili, alle quali il Codice privacy riconosce particolari garanzie. Per la raccolta di fondi effettuata tramite sms, il Garante suggerisce l’inoltro, sull’utenza da cui è stata avviata la procedura di ”donazione”, di un messaggio contenente una sintetica informativa e la richiesta di consenso al trattamento dei dati. Il successivo invio, ad opera dell’utente, di un sms di conferma potrebbe costituire, eccezionalmente e limitatamente a questi casi, una modalità idonea di manifestazione del consenso per il trattamento dei dati sensibili. Resta comunque valida la possibilità, per gli operatori telefonici e i partiti politici di informare gli interessati e di acquisire il loro consenso scritto già al momento della stipula del contratto, o in occasione dell’iscrizione al partito o della partecipazione a iniziative a suo sostegno. Il garante ha inoltre suggerito l’utilizzo di sintetici messaggi preregistrati o di pop-up che compaiono sullo schermo dello smartphone per garantir una sufficiente informazione. Nell’ipotesi in cui l’ordinamento preveda la pubblicazione dei dati dei finanziatori, in particolare nel caso in cui l’importo complessivo delle donazioni (in varie forme effettuate) superi l’importo annuale di 5 mila euro, i partiti politici dovranno informare di questa eventualità la persona che ha donato i fondi e acquisire uno specifico consenso alla pubblicazione del suo nominativo.