Faycal Cheffou l'uomo col cappello: la nostra sconfitta
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Attentato Bruxelles, rilasciato Cheffou: terrorista con il cappello? Nessuna prova

Il mistero dell’attentatore con il cappello immortalato dalla telecamere all’aeroporto di Zaventem non è finito. È stato infatti scarcerato in Belgio Faical Cheffou, il giornalista free lance pro-migranti arrestato giovedì 24 marzo con l’accusa di essere il terzo terrorista che la mattina di martedì 22 spingeva un carrello-bagagli nella hall partenze al fianco Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui.

ATTENTATO BRUXELLES, FAICAL CHEFFOU RILASCIATO MA INDAGATO

L’uomo rimane indagato per terrorismo, ma le prove contro di lui sono state considerate finora insufficienti per prolungare il fermo. «Gli indizi che hanno portato al suo arresto non sono stati confermati dall’evoluzione delle indagini in corso», ha fatto sapere la Procura in una nota. Cheffou era stato arrestato con due altri sospetti davanti la sede della procura federale a Bruxelles. Nessuna arma né esplosivo è stata ritrovata nel suo appartamento durante la perquisizione.

ATTENTATO BRUXELLES, NUOVO VIDEO

Dunque, continua la caccia al terzo uomo. La polizia belga ieri ha diffuso un nuovo video per identificare il terrorista con il cappello. Nel filmato si vede l’uomo di sempre, che indossa un cappello e una giacca bianca, mentre spinge un carrello con un’enorme valigia attraverso all’aeroporto, accanto ai terroristi che qualche minuto dopo si faranno saltare in aria, che però nel nuovo video sono ombrati. «È un nuovo video che non era stato diffuso prima», ha detto un portavoce della procura.

ATTENTATO BRUXELLES, 35 ORA LE VITTIME

Intanto gli inquirenti greci hanno fatto sapere che nel gennaio 2015 avevano informato il Belgio di aver trovato mappe dell’aeroporto di Zaventem nella casa ateniese di Abdelhamid Abaaoud, la mente degli attentati di Parigi. La segnalazione però era caduta nel vuoto. È salito a 35 morti il bilancio delle vittime delle esplosioni all’aeroporto e alla metro di Bruxelles, sono 4 le decedute in ospedale per le ferite.