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Boko Haram ha bruciato vivi 86 bambini. A gennaio

Una scena terribile quella che un sopravvissuto ha descritto dalla cima di un albero: case bruciate, proiettili infuocati, urla disperate di bambini che la milizia estremista islamica nigeriana di Boko Haram stava letteralmente bruciando viva. Un vero e proprio massacro, 86 morti di cui moltissimi bambini e 62 feriti in ospedale, un fatto che da ieri è tornato di attualità sui social network italiani con l’hashtag #prayforNigeria. Un massacro militare durato qualcosa come quattro ore e che ha lasciato sul terreno corpi martoriati di vite innocenti e che è avvenuto lo scorso 30 gennaio 2016 nel villaggio di Dalori.

«BOKO HARAM HA BRUCIATO VIVI 86 BAMBINI»

Il Guardian raccontava di come i miliziani di Boko Aram fossero arrivati “in una Golf” dalla quale avevano iniziato a sparare all’impazzata e a dare fuoco alle case; poi tre donne, attentatrici suicide “hanno provato a mescolarsi con i cittadini, per poi venir intercettate e farsi esplodere”.

Il Daily Mail aveva raccolto la testimonianza di Alamin Bakura, uno sopravvissuto. 

Parti di corpi bruciati e martoriati da ferite di proiettili hanno riempito le strade degli attacchi di sabato nel villaggio di Dalori e nei due campi vicini che ospitano 25mila rifugiati, secondo i sopravvissuti alla terribile scena avvenuta a soli 5 chilometri da Maiduguri, il luogo di nascita di Boko Haram e la più grande città nella Nigeria nordorientale. La sparatoria, l’incendio e le esplosioni provenienti da tre attentatori suicidi sono continuate per circa quattro ore, ha detto Bakura, piangendo al telefono con l’Associated Press. Ha detto che molti dei membri della sua famiglia sono stati uccisi o feriti.

 

Dopo l’attacco al villaggio le milizie estremiste hanno provato ad attaccare i vicini campi di rifugiati con 25mila persone dentro. I soldati sono arrivati quando la tragedia si era ormai consumata.

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Le truppe sono arrivate a Dalori intorno alle 8.40 del pomeriggio ma non sono state in grado di contrastare gli assalitori, che erano meglio armati, hanno detto i soldati sotto garanzia di anonimato. I combattenti di Boko Haram si sono ritirati solo dopo che i rinforzi sono arrivati con armi molto più pesanti.

 

 

E su questo una testimonianza raccolta da Al Jazeera. 

“Ci hanno informato mentre tutto bruciava. Allora io ho avvertito i soldati”, ha detto Lawana Geti, a capo di un gruppo locale di vigilanza chiamato Kondugua. “E quando i soldati sono arrivati, Boko Haram è fuggito dal villaggio”.

 

 

Boko Haram, il cui nome significa “l’educazione occidentale è peccato”, è una milizia estremista islamica sunnita attiva in Nigeria dal 2002 – e che è però particolarmente armata e operativa dal 2009 – fondata nelle zone più profonde del paese africano con milizie provenienti da Nigeria, Ciad e Niger, con il fine di diffondere la Shari’a. Nel 2015 si è affiliata allo Stato Islamico.