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Un ponte per i marò: la battaglia di un sindaco toscano

«Si tratta di due servitori della Patria, abbandonati da tutti. E allora visto l’enorme rispetto che nutriamo per questi valorosi rappresentanti delle Forze armate e visto che non ci pensano le istituzioni a rendere loro omaggio, ho deciso di pensarci io». Mario Puglia non sente ragioni, non si ferma: il sindaco di Vagli Sotto in Garfagnana, provincia di Lucca, ha deciso di intitolare il nuovo ponte tibetano di 135 metri sospeso sul lago della sua città, poco meno di 1000 abitanti, ai due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La storia è oggi a pagina 16 di Libero, raccontata da Chiara Giannini.

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Così, dopo aver intitolato una piazza al capitano Coltelli, fascista ucciso dai partigiani, Puglia omaggia i due fucilieri di marina, accusati della morte di due pescatori indiani. Il ponte, spiega il primo cittadino in carica da dodici anni, fa parte di un parco molto più ampio, chiamato dell’Onore e del Disonore: qui vi ha fatto collocare, oltre a quella del comandante Gregorio De Falco (per intenderci, quello di «Salga a bordo caxxo») e del cane Diesel, la statua di Fabrizio Quattrocchi, la guardia di sicurezza privata uccisa in Iraq nel 2004:

«Per ricordare il gesto di chi è morto da italiano vero»

A Libero il sindaco denuncia le minacce arrivategli dopo aver lanciato l’idea del ponte per non dimenticare i marò:

Mi hanno detto che i marò sono due assassini – dice – e che non devo intitolare a loro il ponte. Ma lo ripeto, farò come mi pare e il ponte tibetano si chiamerà “ponte marò Latorre e Girone”. E ci terrei che i due fucilieri venissero quel giorno, sperando che Girone possa essere rientrato. E se non potranno venire loro auspico che possano intervenire i familiari o di poter avere almeno un collegamento telefonico

 

Photocredit copertina ANSA

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