Attentato Bruxelles, la situazione a oggi per punti

di Maghdi Abo Abia | 23/03/2016

Attentato Bruxelles

Attentato Bruxelles, a oltre 24 ore dagli attacchi che hanno causato 34 morti nella giornata del 22 marzo iniziano a delinearsi modalità e identità dei responsabili. Secondo la polizia belga i responsabili dell’attacco sono quattro. Tre hanno agito all’aeroporto Zaventem e uno nella metropolitana. Due sono fratelli, Ibrahim e Khalid el Bakraoui. Quest’ultimo, 27 anni, sarebbe l’attentatore suicida di Maelbeek mentre il fratello, 30 anni, è il kamikaze di Zaventem. Il terzo attentatore sarebbe stato individuato in Najim Laachraoui.

ATTENTATO BRUXELLES, COSA SAPPIAMO

 Najim Laachraoui, considerato l’artificiere degli attentatori di Bruxelles, sarebbe il secondo kamikaze all’aeroporto Zaventem di Bruxelles. Fonti della polizia federale non hanno confermato la notizia.

Secondo le testimonianze i terroristi si sarebbero serviti di una Renault Clio e di un’Audi S4. La vettura tedesca apparterrebbe a un esponente della comunità turca già noto alle forze dell’ordine dopo essersi recato lo scorso anno in Arabia Saudita insieme ad altre quattro persone, tre residenti a Limburgo e uno ad Anversa. La Renault Clio invece sarebbe di un 22enne di Limburgo già sotto osservazione degli agenti. E sempre secondo i testimoni l’Audi S4 era presente fuori dall’aeroporto Zaventem. I dati delle auto sono stati diffusi alle autorità dei paesi confinanti: Francia, Lussemburgo, Germania, Paesi Bassi.

 Secondo quanto riporta Reuters, il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha detto che uno degli attentatori di Bruxelles, Ibrahim El Bakraoui, l’attentatore suicida dell’aeroporto, era stato fermato in Turchia nel 2015 ed estradato in Belgio. Ma la circostanza è stata smentita dalla Procura belga, che ha spiegato come fosse stato estradato in Olanda e di non essere stata messa a conoscenza di eventuali legami con il terrorismo . Al contrario, Ankara ha rivendicato invece di aver informato Bruxelles il 14 luglio dell’arresto di un “foreign fighter” a giugno ma, aveva precisato Erdogan, le autorità belghe “non hanno trovato legami con il terrorismo”.

– La stazione metropolitana Roodebeek, riporta il quotidiano belga “Le Soir“, è ben presidiata dalle forze dell’ordine.

Al momento si registrano gravi difficoltà alla stazione centrale di Bruxelles – Gare du Nord a causa dei controlli sistematici da parte della polizia su ogni passeggero.

La Federazione calcistica belga ha fatto sapere che l’amichevole Belgio-Portogallo, prevista per il 29 marzo, non sarà annullata bensì sarà disputata a Leira e non più a Bruxelles.

Il procuratore federale belga Frederic Van Leuw ha confermato che al momento è sotto interrogatorio un uomo per verificare un suo eventuale coinvolgimento nell’attentato terroristico del 22 marzo e che il terzo uomo dell’attentato all’aeroporto è al momento in fuga.

Il re del Belgio Filippo e la moglie Matilde sono andati in visita all’aeroporto Zaventem incontrando i soccorritori. Sul posto ci sono anche il Premier Charles Michel e l’amministratore delegato dello scalo Arnaud Feist.

Il quotidiano belga Derniere Heure ha spiegato che la strage di Zaventem poteva essere ben peggiore nel bilancio delle vittime. Tutto è dovuto a un errore della società di taxi chiamata dai terroristi per recarsi all’aeroporto. I tre avevano chiesto un veicolo cargo invece si è presentata all’indirizzo concordato una berlina. Questo ha spinto il trio a lasciare una valigia in casa, quella recuperata dagli agenti nell’ispezione a Schaerbeek.

La polizia, conferma Le Soir, non ha ancora identificato il secondo kamikaze dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles. Al momento gli agenti stanno cercando d’identificare quindi sia l’uomo fuggito sia il secondo attentatore suicida.

La polizia ha smentito l’arresto a Anderlecht del terzo attentatore dell’aeroporto di Bruxelles, notizia diffusa questa mattina dalla stampa locale. Intanto viene confermata la fuga del terzo attentatore scappato prima dello scoppio. La sua valigia esplosiva era la più potente delle tre ed è esplosa poco dopo l’intervento degli artificieri.

I tre attentatori dell’aeroporto sono arrivati allo scalo con un taxi. L’uomo si è presentato alla Polizia e ha spiegato di aver caricato le loro valigie cariche di esplosivo senza ovviamente sapere cosa ci fosse dentro. Il tassista ha poi indicato l’indirizzo dove ha raccolto i tre, indirizzo che corrisponde al covo di Schaerbeek. Qui gli agenti hanno scoperto 15 chili di esplosivo, acetone, detonatore, una valigia piena di chiodi e viti.

Gli agenti hanno poi trovato, sempre nel covo, un computer contenente il testamento del kamikaze dell’aeroporto, Ibrahim El Bakraou che ha ammesso di essere ricercato e di temere per una cattura da parte della polizia, evocando infine il timore di trovarsi in galera con Salah Abdeslam.

La polizia ha annunciato che i terroristi hanno messo le valigie sui carrelli. Due si sono fatti esplodere. Un terzo uomo probabilmente si è fatto prendere dal panico. Per questo la bomba non è scoppiata e lui è scappato. Al momento l’uomo è ricercato ma sono state smentite le varie indiscrezioni che lo volevano identificato in Najim Laachraoui, già nella squadra di attentatori di Parigi. Inoltre la conferma delle valigie esplosive smentisce l’Isis che aveva parlato di giacche bomba.