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Attentato Bruxelles | Isis, il “passaporto” Daesh per tornare nel Califfato

Non era mai stato trovato prima d’ora. È stato sequestrato dai poliziotti della Digos a un siriano che lo custodiva, arrivato con un barcone a Pozzallo. É il lasciapassare per i jihadisti di ritorno, timbrato Daesh, il sedicente Stato del Califfo. Il passaporto, come spiega il quotidiano La Repubblica con un articolo di Fabio Tonacci, per muoversi in Europa. «Vi informiamo che ha partecipato al corso di redenzione e lo ha superato con livello buono», si legge. Un documento, valido tre mesi, rilasciato per garantire protezione, copertura finanziaria e dimostrare di essere un martire di fronte agli altri “fratelli” in Europa, spiegano gli analisti dell’Antiterrorismo italiano contattati dal quotidiano diretto da Calabresi.

 

ATTENTATO BRUXELLES, IL PASSAPORTO DELL’ISIS PER MUOVERSI IN EUROPA

Il siriano al quale è stato sequestrato, il 4 dicembre scorso, si chiama Mourad El Ghazzaoui. Si trovava a bordo della “Bourbon Argos“, una nave che aveva soccorso circa 500 migranti nel Canale di Sicilia. Si legge su Repubblica:

«Era sospettoso, ha subito avuto un atteggiamento ostile con gli operatori che gli facevano domande sulla sua identità», ricorda chi, dopo l’arrivo, lo ha arrestato con l’accusa di essere un terrorista dell’Is. Nella bisaccia, infatti, aveva nove telefonini e un pezzo di carta gialla di buona qualità. I contorni stampati, la sua foto tessera in alto a sinistra, i timbri quadrati ufficiali dello stato Islamico e varie iscrizioni in arabo. «Non avevamo mai visto niente del genere», racconta l’investigatore.  

ATTENTATO BRUXELLES E ISIS, IL LASCIAPASSARE PER I MILIZIANI I EUROPA

Dall’analisi dei telefoni sono saltati fuori pure video e foto, spiega ancora Tonacci su Repubblica, che mostrano il ragazzo con fucili da guerra, in compagnia di altri combattenti, mentre addestra bambini o li mutila. E altre immagini di massacri e bandiere Is. Poi l’ammissione: «Ho fatto parte dei Martiri di Daraa». Ovvero, una formazione siriana guidata da Abu Naden Mofid che viene considerata affiliata a Daesh. Ma a cosa serve il documento ritrovato all’uomo? Precisa ancora Repubblica:

«Appare evidente che per El Ghazzoui, arrivato su un barcone, l’Italia fosse soltanto una nazione di passaggio. La sua meta finale era la Svezia. E infatti la carta vergata con i sigilli del Califfato si rivolge agli abitanti dello “Stato-reame al Sawed”, ragionevolmente da intendersi con la comunità jihadista scadinava. […] Pare altrettanto chiaro che il siriano abbia acquisito in patria lo status di miliziano indottrinato e avesse diritto ad andare e tornare in Europa solo per un periodo di tempo limitato. E chi lo ha fabbricato ha ritenuto opportuno ricordare per iscritto cosa avrebbe rischiato se, una volta all’estero, avesse cambiato idea: “Previste punizioni per il soldato del Califfato nel caso in cui è dimostrato che sia tornato ad essere peccatore e chiedente la libertà»

ATTENTATO BRUXELLES | ISIS E I TENTATIVI DI “FARSI STATO”

Non è certo una novità, ricorda Tonacci, che Is tenti di “farsi Stato” stampando documenti e carte d’identità. Ma non si sapeva, fino a questo momento, che ci fossero dei «lasciapassare» per i miliziani.