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Attentato Bruxelles: identificati i terroristi dell’aeroporto, arrestato l’«uomo con il cappello»

È una frenetica caccia ai terroristi quella cominciata ieri dopo gli attentati all’aeroporto di Zaventem e alla metropolitana che hanno colpito la città di Bruxelles e che hanno provocato la morte di almeno 34 persone. Le teste di cuoio per tutta la notte hanno eseguito perquisizioni, controlli in strada e in abitazioni private, posti di blocco, in ogni angolo della capitale belga. Nel frattempo sono stati identificati i terroristi che ieri hanno fatto detonare le bombe all’aeroporto di Bruxelles – Zaventem: si tratta di duefratelli, Khalid El Brakraoui e Brahim El Brakraoui, già noti alle forze dell’ordine. Il terzo uomo, l’uomo col cappello, sarebbe stato arrestato a sua volta e, secondo le prime notizie, avrebbe avuto un ruolo anche negli attentati di Parigi del 13 novembre 2015.

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BRUXELLES TERRORISTI, L’«UOMO CON IL CAPPELLO»

La caccia all’uomo più lunga ha riguardato soprattutto uno dei componenti del commando (di tre persone) che ieri ha agito ieri all’aeroporto. Si tratta di un uomo ripreso dalle telecamere dello scalo, la cui immagine (comunque poco riconoscibile) è stata diffusa in tutto il Paese. Il presunto terrorista, con il pizzetto, compare nelle immagini mentre spinge un carrello-bagagli con sopra un borsone nero. Porta degli occhiali, è vestito con una camicia chiara e una giacca chiara e un cappello scuro calato sulla testa. Secondo la televisione belga quest’uomo sarebbe Najim Laachraoui, anch’egli già noto alle forze dell’ordine per essere stato l’artificiere delle cinture esplosive utilizzate nella strage del Bataclan. Come lui sono stati immortalati dalle telecamere mentre spingevano un carrello-bagagli anche due uomini che indossavano un solo guanto, alla mano sinistra, e che secondo la procura generale si sarebbero fatti esplodere.

Questi ultimi sono stati identificati come i fratelli El Brakraoui, di Bruxelles. I due, Khalid El Brakraoui e Brahim El Brakraoui, erano finora noti ai servizi di polizia come esponenti della criminalità e non per fatti legati al terrorismo. Uno dei due, Khalid, aveva preso in affitto sotto falsa identità l’appartamento del 60 rue du Dries a Forest dove si era verificata la sparatoria con la polizia.

BRUXELLES TERRORISTI, LE AUTO ALL’AEROPORTO

Ma continuano ovviamente anche le ricostruzioni sugli spostamenti del commando. Probabilmente i tre terroristi dell’attentato all’aeroporto sarebbero arrivati allo scalo di Zaventem con tre auto differenti: un taxi classico, una Renault Clio e un’Audi S4 nera. Immediatamente dopo le esplosioni, alcuni testimoni hanno segnalato la presenza dell’Audi appena fuori l’aeroporto, con tre persone a bordo. Alcune di loro, però, non sarebbero scese. Gli inquirenti stanno ora cercando di capire si tratti di jihadisti che, poco più tardi delle bombe all’aeroporto, hanno fatto esplodere un ordigno alla metro di Maelbeek, nel cuore della città, non molto distante dalla sede della Commissione Ue e del governo belga. Secondo quanto riportato da alcuni media belgi il proprietario dell’auto sarebbe già noto ai servizi di sicurezza belgi per essersi recato in Arabia saudita lo scorso anno.

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BRUXELLES TERRORISTI, IL TASSISTA DEI KAMIKAZE

A dare un notevole contributo alle indagini sembra essere la testimonianza di un tassista che avrebbe riconosciuto due dei tre attentatori, per averli portato egli stesso all’aeroporto di Zaventem ieri mattina. Si tratta proprio dei due probabili kamikaze con maglia e guanto nero ripresi dalle telecamere dello scalo al fianco dell’uomo con il cappello. Il tassista avrebbe fornito agli investigatori l’indirizzo in cui ha caricato i due attentatori, raccontando di essere rimasto sorpreso dai numerosi bagagli che avevano con loro. L’uomo avrebbe anche affermato di aver costretto i due clienti a lasciare delle valige a casa.

BRUXELLES TERRORISTI, I BLITZ E LE PERQUISIZIONI

Sarebbe proprio testimonianza del tassista ad aver dato il via a diverse ispezioni e perquisizioni delle ultime ore e a permettere il ritrovamento all’aeroporto di Zaventem di una terza bomba inesplosa. Al racconto dell’uomo, a quanto si apprende, è legata anche la grande operazione di polizia iniziata ieri e proseguita tutta la notte a Schaerbeek, durante la quale sono stati ritrovati un ordigno esplosivo con all’interno chiodi, prodotti chimici e una bandiera dell’Isis. Nella serata di ieri, intanto, all’aeroporto è stato rinvenuto altro esplosivo, che ha costretto le autorità a isolare di nuovo tutta la zona. È stato poi confermato il ritrovamento nello scalo di una cintura esplosiva e di armi, in particolare un kalashnikov.

Infine, i fermi. Due sospettati sono stati fermati nei pressi della Gare du Nord di Bruxelles, ma non è ancora ben chiaro se legati agli attacchi. Tre kosovari sono stati invece fermati dalla polizia tedesca ieri sull’autostrada tra Monaco e Salisburgo, mentre tornavano da Bruxelles. Anche in questo caso non sono emersi elementi per affermare che gli arresti dei tre (due fratelli e un terzo uomo, di età compresa tra i 36 e i 46 anni) siano legati agli attentati di Bruxelles. Mercoledì mattina è stato arrestato anche Najim Laachraoui.

(Foto: ANSA / TWITTER / FEDERALE POLITIE)