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Il Gin Compendium di Gary Regan arriva in Italia grazie a Readrink

The Gin Compendium è stato finalmente tradotto e pubblicato in Italia. Una vera e propria Bibbia sul distillato più intrigante di tutti i tempi scritto e vissuto da Gary Regan, guru del bartending.
Forse non tutti condivideranno la felicità degli addetti ai lavori, ma si sbagliano. «Spero che questo libro finisca nelle mani di tutti i bartender e in quelle dei loro clienti – scrive Regan nell’introduzione – È un libro per i mixologist amatoriali e per quelli professionali. È per le spugne del gin, per gli appassionati del gin, per gli amanti del gin, per gli scambisti del gin, per gli ammiratori del gin, ed è anche per quelli a cui il gin non piace. Chissà che non riesca a far cambiare idea a qualcuno». Ma perché un astemio, che non fa il bartender, dovrebbe appassionarsi ad un testo del genere? Perché è scritto bene e perché è tradotto meglio (chi conosce Regan sa che non è impresa facile), ma soprattutto perché, checché ne dica il suo autore, questo non è solo un libro sul gin. Chi conosce i distillati o chi ha avuto la fortuna di farsi servire da un bartender che sa fare il proprio lavoro, sa bene che un cocktail non è mai solo un cocktail. Ogni sfumatura stimola sensi differenti e ogni sorso nasconde una storia.

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HENDRICK’S GIN

Ciliegina sulla torta o, più gustosamente sul Tom Collins, è stata messa dall’Hedrick’s gin, ospite d’onore e presentatore dell’evento. Un vero cult brand per gli amanti del buon bere, distillato da una tavolozza di undici essenze raccolte in tutto il mondo. Hendrick’s viene prodotto artigianalmente in lotti quasi casalinghi: parliamo di appena 450 litri alla volta. Questo permette accuratissimi controlli di qualità, ma la vera magia nasce negli alambicchi Carter-Head e Bennett. «La maggior parte dei gin ricorrono all’uno o all’altro – spiega il brand ambassador – Hendrick’s li usa entrambi per ottenere il meglio dai due mondi». Ne risulta un gin dal gusto morbido in cui le note del cetriolo si fondono con quelle dei petali di rosa nelle dolci acque del Penwhapple, nell’Ayrshire. Qualcuno potrebbe chiedersi perché soffermarsi su una sola azienda dello sconfinato universo raccontato da Regan e il motivo è semplice. Gaz ed Hendrick’s hanno lo scopo comune di far amare il gin ai non habitué e quello prodotto da William Grant è la chiave per far si che il distillato soddisfi anche i palati più scettici.

 

IL GIN COMPENDIUM

Durante la peste nera, che a metà del XIV secolo sterminò circa 25 milioni di persone, il gin era un medicinale diffusissimo. Il ginepro è un noto diuretico e in un periodo di paura come quello che sconvolse l’Europa tra il 1347 e il 1352, la gente usava le bacche di ginepro per provare a sfuggire alla peste bubbonica. Quattrocento anni più tardi, si calcola che ogni uomo, donna e bambino a Londra consumasse una media di 18 once (più di mezzo litro) di distillato al giorno. Chiaramente la situazioni divenne insostenibile e il Gin Act provò in maniera del tutto fallimentare ad arginare il fenomeno. Il Gin Compendium parla di questo ma non solo, ci sono ricette, storie ed emozioni da chi ha visto il mondo da un punto d’osservazione privilegiato: dietro al bancone.

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READRINK

Questo è stato possibile grazie a Readrink, una piccola casa editrice specializzata nel mondo del bere che prese vita nel 2014, con la volontà di rendere accessibili a tutti i pilastri del bartending. Sembrerebbe una scommessa suicida vista la crisi del settore, ma ringraziando il cielo, gli italiani hanno ancora voglia di leggere, soprattutto su carta. «L’idea era quella di lavorare solo sul digitale – ci dicono – ma le prime edizioni non sono andate bene, quindi abbiamo stampato i libri alla vecchia maniera e nel giro di quattro mesi tutte le pubblicazioni sono andate a ruba».

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THE GIN MASTER CLASS

Il Gin Compendium, tradotto da Davide Coluccino, è stato presentato alla stampa nella splendida cornice del giardino d’inverno dell’Hotel Adriano, dove anche quest’anno tornerà The Gin Master Class. A partire dal 23 marzo, infatti, Patrick Pistolesi farà gli onori di casa con nuovi appuntamenti dedicati ai cultori del buon bere e agli appassionati di Gin&Tonic, Martini, Negroni, e non solo. A lui si deve la prefazione del libro di Regan e Pistolesi è uno dei pochi che avrebbe potuto farlo. «Io sono innamorato del gin – scrive il mixologist – è un distillato pieno di sfumature, botaniche, regioni, ma soprattutto di storia. A me piacciono le storie da raccontare, il nostro mestiere è fatto d’anima, e non a caso vendiamo spirito ai nostri avventori».

IL LIBRO

Quello di Gary Regan non è un libro nuovo, in inglese esiste da qualche anno, ma è sicuramente il più completo. È un testo tecnico e allo stesso tempo incredibilmente umano. Raro e godibile, proprio come un buon Martini.