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Processo Mediatrade, condannati Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri

Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri sono stati condannati ad un anno e due mesi di reclusione nel grado d’Appello del processo Mediatrade, il procedimento per la compravendita dei diritti Tv del gruppo Mediaset: le serie Tv provenienti dagli Stati Uniti venivano commerciate a prezzo gonfiato per eludere il fisco, tramite il produttore e braccio destro del gruppo Berlusconi Frank Agrama – che era l’intermediario proprio con gli Usa. Flussi di denaro dalle casse del gruppo Mediaset venivano accantonati verso conti in Svizzera, al fine di accumulare fondi neri, secondo le ipotesi dell’accusa.

PROCESSO MEDIATRADE, CONDANNATI PIERSILVIO BERLUSCONI E FEDELE CONFALONIERI

Il verdetto di secondo grado, emesso pochi minuti fa dai giudici milanesi, rovescia il primo processo. Pier Silvio Berlusconi (vicepresidente esecutivo di Mediaset) e Fedele Confalonieri (amministratore delegato del Biscione) sono stati condannati ognuno a un anno e due mesi di reclusione in riforma della sentenza di primo grado che aveva mandato assolti tutti gli imputati. “Il pm Fabio De Pasquale, applicato nel procedimento come pg, aveva chiesto per Berlusconi jr 3 anni e 2 mesi di carcere, per Confalonieri 3 anni e 4 mesi e per gli altri condanne fino ai 5 anni”, scrive l’Ansa.

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Si tratta comunque di una sentenza elaborata visto che i giudici hanno condannato per un reato relativo all’anno di imposta 2007, per il 2006 la corte ha dichiarato la prescrizione del reato mentre nel 2008 ha firmato l’assoluzione per intervenuta abrogazione, ovvero “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” – le leggi intervenute, infatti, avevano alzato il tetto di evasione fiscale tollerato dalla legge penale. Per lo stesso procedimento nel 2013 Silvio Berlusconi è stato condannato per lo stesso reato, frode fiscale, ed è conseguentemente decaduto da senatore. Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, in solido con Rti e Mediaset, dovranno rifondere i danni all’agenzia delle Entrate e la cifra che devono al fisco sarà quantificata “in separato giudizio”. Critiche dalle difese: “E’ una sentenza che si fa fatica a comprendere e peraltro su un reato che fra 15 giorni è prescritto”, ha detto l’avvocato Filippo Dinacci, nel collegio di difesa di Piersilvio Berlusconi.