Borse: Piazza Affari giù, sono le banche a tirare giù il listino

di Redazione | 17/03/2016

piazza affari

La Federal Reserve ha deciso di lasciare invariati i tassi ma tutto questo non è bastato. Le Borse europee sono tutte in calo e soprattutto Piazza Affari (Ftse Mib -2%) che sta peggiorando ancora con il settore del credito. Il Banco popolare perde il 10% sotto quota 7 euro, Mps, Mediobanca e Bpm oltre il 5%, quasi la stessa soglia del calo di Intesa e Unicredit. Deboli in generale anche gli altri titoli bancari europei, con ribassi molto meno vistosi: l’unico su questi livelli è quello di Deutsche bank, che cede quasi il 5% a Francoforte (-1,8%).

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PIAZZA AFFARI IN CALO: PERCHÉ FED HA LASCIATO INVARIATI I TASSI

Eppure le contrattazioni erano partite al rialzo seguendo le azioni della Fed e le borse americane. Spiega Repubblica:

A far tirare un sospiro di sollievo agli addetti ai lavori è stato soprattutto l’annunciato taglio da quattro a due dei rialzi del costo del denaro previsti per l’anno in corso. A dicembre, quando arrivò il primo rialzo del 2006, il presidente della Fed, Janet Yellen, aveva preventivato quattro ulteriori strette nel corso del 2016, a patto – però – che la ripresa economica si dimostrasse solida come nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Da gennaio, tuttavia, la ripresa economica mondiale si è ingolfata.
La Fed ha, quindi, tagliato le stime sulla crescita 2016 pur mantenendo invariate quelle sull’occupazione: il Pil salirà del 2,2% contro l’atteso 2,4%, mentre la disoccupazione resterà al 4,7%. Anche negli Stati Uniti preoccupa l’inflazione che non andrà oltre l’1,2% avvicinandosi al 2% solo nei prossimi due o tre anni. “E’ necessario muoversi con cautela ed è prudente mantenere l’attuale politica monetaria al momento”, ha spiegato ieri sera Yellen agli investitori che ora prevedono per fine anno un costo del denaro allo 0,875%.

 

PIAZZA AFFARI IN CALO: L’EURO E LA PREOCCUPAZIONE DI DRAGHI

Il dollaro è stato deprezzato e l’euro è risalito oltre quota 1,12. Come spiega il Sole 24 ore:

La moneta unica è ai massimi da un mese e sopra i livelli raggiunti giovedì scorso dopo la mossa a sorpresa della Bce.
Secondo il parere di molti osservatori 1,12 sarebbe la «soglia di sofferenza» oltre il quale Mario Draghi e gli altri banchieri non vedrebbero di buon occhio un rafforzamento della valuta comune per i suoi riflessi negativi sulla crescita e sull’inflazione dell’Eurozona.
La mossa della Fed ha ripercussioni anche sui rendimenti dei titoli di Stato. Il calo dei tassi dei Treasury americani innescato dalla decisione dei banchieri centrali ha avuto infatti effetti a cascata sui rendimenti dei Bund (qui il grafico del titolo decennale tedesco) molto gettonato al pari di tutti gli altri titoli governativi dell’area euro (qui i principali tassi governativi in Europa).

(copertina MATTEO BAZZI / ANSA)