Referendum trivelle 17 aprile: fuori sede e lavoratori, come possono votare

di Redazione | 15/03/2016

Referendum trivelle 17 aprile

Referendum trivelle 17 aprile. Tra poche settimane tutti i cittadini italiani aventi diritto al voto saranno chiamati ad esprimersi alle urne su un questito referendario riguardante l’attività di estrazione di idrocarburi nelle acque del nostro Paese. Con un Sì o un No dovranno decidere se consentire agli impianti già esistenti entro 12 miglia marine dalle coste di continuare la coltivazione di petrolio e metano fino all’esaurimento del giacimento, anche oltre la scadenza delle concessioni. Chi si trova o vive stabilmente nel luogo di residenza non avrà ovviamente difficoltà ad andare a votare. Il seggio dove recarsi è quello indicato sulla tessera elettorale. Ma come faranno lavoratori e studenti fuorisede?

 

Referendum trivelle 17 aprile, quando, dove e come si vota

 

REFERENDUM TRIVELLE 17 APRILE, ELETTORI FUORI SEDE: COME VOTARE

In Italia non esiste alcuna legge per gli elettori in mobilità, quelli che lavorano o studiano fuori sede. Quindi, coloro che sono intenzionati a votare al referendum sulle trivellazioni di domenica 17 aprile, per esercitare il proprio diritto dovranno recarsi nella località di residenza, sostenendo di tasca le spese per lo spostamento. esiste però un escamotage efficace, sfruttato anche in altre consultazioni, per votare anche nella località di lavoro o di studio. Lavoratori e studenti fuori sede possono chiedere di diventare rappresentanti del comitato promotore del quesito referendario presso i seggi.

La normativa sui referendum in vigore (la legge n. 352 del 25 maggio 1970) stabilisce infatti che alle operazioni di voto e di scrutinio nei seggi (ma anche alle operazioni degli Uffici provinciali per il referendum) possono assistere, se lo richiedono, due rappresentanti (un rappresentante effettivo ed un rappresentante supplente) di ognuno dei partiti o dei gruppi politici presenti in Parlamento, e due rappresentanti dei promotori del referendum. E a desginare i rappresentanti di un partito, di un gruppo politico o del comitato promotore è una persona munita di un mandato (autenticato da notaio) da parte del presidente o del coordinatore provinciale del partito o gruppo politico, o da parte dei promotori del referendum.

REFERENDUM TRIVELLE 17 APRILE, ELETTORI FUORI SEDE: COME DIVENTARE DELEGATI

Dunque, come possono diventare lavoratori e studenti fuori sede rappresentanti del comitato promotore al referendum sulle trivellazioni del 17 aprile? Alcune associazioni di sudenti, come il collettivo Studenti per l’Ambiente e l’Unione degli Universitari (Udu), sul web mettono a disposizione dei moduli (come questo e questo) destinati a tutti gli elettori, non solo agli studenti, attraverso i quali si chiede di essere delegati. Ovviamente viene consigliato agli interessati di compilare solo uno dei moduli, in modo da evitare di essere scelti come delegati più volte sottraendo posti ad altri fuori sede. Secondo la pagina Facebook Iovotofuorisedee il sito Iovotofuorisede in occasione del referendum del 2011 sull’acqua pubblica votarono come delegati ben 80mila persone fuorisede.

REFERENDUM TRIVELLE 17 APRILE, ELETTORI FUORI SEDE ALL’ESTERO: COME VOTARE

Per quanto riguarda invece i fuori sede che non sono residenti all’estero ma che si trovano temporaneamente in un altro paese è previsto il voto per corrispondenza, organizzato dai consolati italiani. Precisamente questa possibilità viene concessa agli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale cade anche la data del voto. In questo caso gli elettori devono effettuare una comunicazione, un’opzione valida per un’unica consultazione, al comune d’iscrizione nelle liste elettoriali. La scadenza era fissata al 26 febbraio.

(Foto da archivio Ansa)