Perché Patrizia Bedori ha fatto bene a rinunciare alla candidatura a sindaco di Milano

di Stefania Carboni | 14/03/2016

patrizia bedori

«Qualche sassolino nella scarpa oggi me lo voglio levare. Avete usato volutamente termini come casalinga e disoccupata per offendermi, volevo dirvi che per me non sono offese». Patrizia Bedori, ex candidata sindaco M5S per Milano, dopo aver fatto quel passo di lato, usa il suo profilo Facebook ufficiale per replicare (a suo modo) a chi ha criticato la sua candidatura in queste settimane.

patrizia bedori
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COSA HA SCRITTO PATRIZIA BEDORI

A parte l’elogio al settore casalinghe in Italia e all’insulto sulla sua disoccupazione (che in pratica, secondo la grillina, è un insulto a chi non ha una occupazione nel Paese) Bedori riporta anche altro:

Avete rubato l’identità di un assessore milanese (che ringrazio per aver subito preso provvedimenti) per offendermi, sappiate che siccome siete codardi e vi siete nascosti come solo gli infami sanno fare, sia l’assessore che io vi abbiamo denunciato e a breve la giustizia farà il suo corso perché sanno chi siete.
A Tonino Silvestri nato a Spinetoli che ha detto “brutta grassa e obesa” “fuori a calci nel culo” non dico niente poiché le sue parole si commentano da sole ma sopratutto si commenta la sua pagina FB. Ti voglio regalare 1 minuto di notorietà. Poi rientrerai nell’oblio. Sono generosa e ovviamente mi astengo da commenti sul tuo aspetto fisico perché io le persone le giudico da quello che sono, da quello che dicono ma sopratutto da quello che fanno.
Viceversa Serenella Fucksia tu l’hai avuto il tuo momento di notorietà. Sei famosa perché non mantieni la parola data ai tuoi elettori e, come dicevo, io le persone le valuto da quello che fanno.
Io ho altri valori e la mia parola vale, sono su un altro livello, cui tu non potrai mai accedere e forse neanche capire. Tutto torna, anche se sono una ” nulla facente super cazzolara svogliata” come mi hai descritta.
Invece vorrei ringraziare le centinaia anzi migliaia di persone vere che mi hanno lasciato commenti meravigliosi. Mi avete scaldato il cuore, io ci sono e ci sarò perché credo fermamente che solo attraverso l’impegno quotidiano possa avvenire il cambiamento.
Un abbraccio avvolgente a tutti voi.

Molti che avranno letto tale post non sapranno né chi sia tale Tonino, né chi sia l’assessore milanese in questione, né sopratutto dove la senatrice Fucksia (ex M5S) abbia detto tali parole (su Facebook?). In pratica Bedori ha scritto uno status, stile “Caro diario”, su quella che deve esser la pagina in cui la cittadina deve rivolgersi ai cittadini di Milano per convincerli d’altronde a votare M5S.

Un’ottima strategia social, non c’è che dire.

Al post della Bedori ha replicato l’ex M5S e senatrice Serenella Fucksia (non ci facciamo mancare niente eh, nda).

Forse ha fatto bene Bedori a fare un passo di lato. Forse ha fatto bene ad ammettere che è troppo emotiva e inadeguata per la corsa di Palazzo Marino. Le ultime dichiarazioni della oramai ex candidata (in corsa ora forse come consigliere) stridono con la considerazione di un personaggio stimato dai 5 stelle, Dario Fo. E testimoniano un aspetto, inquietante. Il Movimento 5 stelle non è in grado di proporsi in modo autorevole a Milano. Sotto la Madonnina è distante anni luce rispetto alla squadra che ora lotta per le elezioni di Roma. Sembra vada avanti allo stato brado, con esponenti che commentano più sui social piuttosto che combattere, strategicamente, rivali come Sala e Parisi. Questa è la vittoria dell’uno vale uno: scegliere a urne fisiche una candidata (che non è un manager come i suoi rivali) salvo poi lasciarla sola a lottare contro fenomeni a lei da sempre sconosciuti. Senza squadra, senza iter e sopratutto senza un programma. Una caciara non romana ma “allo zafferano”, nella stessa città dove ha sede il quartier generale di Casaleggio.  Le mosse di Bedori e il suo addio non giovano certo a campagna elettorale già iniziata. Da qui un dubbio, atavico, che accompagna da sempre le campagne più cruciali del Movimento 5 stelle: ma qui si punta a perdere?

(in copertina foto ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)