Attentato Ankara
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Attentato Ankara, cosa sappiamo dell’attacco terroristico del 13 marzo

Un nuovo terribile attentato terroristico ha colpito ieri domenica 13 marzo la città di Ankara, causando la morte di almeno 37 persone: il bilancio è rapidamente salito dai 34 morti di questa mattina e i 29 morti. Nel primo pomeriggio di lunedì 14 sono state fermate almeno 11 persone.

ATTENTATO ANKARA, L’ORA E IL LUOGO

Fra i fermati anche “familiari dei terroristi”. “I sospettati”, ha detto il governatore Gungoz Azmi Tuna, “sono stati coinvolti in propaganda terroristica e hanno provato a reclutare altri terroristi. Sono stati coinvolti in varie azioni”, ha continuato. L’attentato ad Ankara è avvnuto avvenuto alle 18.45 in pieno centro, tra il parco Guven e la piazza di Kizilay, a poca distanza da due fermate della metropiazza Kizilay. Si tratta della stessa zona della capitale turca molto trafficata in cui lo scorso 17 febbraio ha avuto un altro attacco, con un’autobomba che ha ucciso 29 persone.

ATTENTATO ANKARA, LA DINAMICA

La deflagrazione è stata causata da un veicolo imbottito d’esplosivo. L’auto con i kamikaze a bordo si è schiantata contro un autobus nei pressi di una fermata. Poco distante dal luogo dell’impatto si trovavano anche altri veicoli e altri mezzi pubblici, alcuni dei quali hanno preso fuoco. Sul luogo dell’attacco si trovavano ovviamente decine di persone in attesa di autobus. Secondo testimoni l’esplosione è stata forte al punto da essere udita a diversi chilometri di distanza, in diverse zone della capitale turca.

 

 

ATTENTATO ANKARA, GLI AUTORI

Le autorità turche sospettano che dietro l’attacco ci sia il terrorismo di matrice curda. I sospetti maggiori cadono sul Pkk (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan), formazione politica e organizzazione paramilitare che che Turchia considera illegale. È al Pkk che secondo fonti investigative porterebbero i primi riscontri. Secondo il ministro degli Interni turco Ekfan Ala dalle prime indagini sono già emerse alcune prove su presunte responsabilità. Il nome dell’organizzazione responsabile potrebbe essere rivelato già oggi. L’attentato del 17 febbraio ad Ankara era stato attribuito dalle autorità turche al Pkk e ai curdi siriani del Pyd ma rivendicata dagli estremisti curdi del Tak. Proprio in questo senso, già in mattinata, l’esercito turco ha aperto il fuoco contro le postazioni dei ribelli curdi nel nord dell’Iraq, ha condotto un’azione portata a termine da da nove caccia F-16 e due F-4 2020 che hanno, che hanno colpito 18 postazioni ribelli nella regione del monte Kandil.

ATTENTATO ANKARA, LE VITTIME

A quanto si apprende nel pomeriggio di lunedì 14 il bilancio delle vittime dell’attentato ad Ankara è salito ad almeno 37 morti, tra cui almeno 2 kamikaze, e 125 feriti, di cui 71 ancora in ospedale. Trenta persone sono morte sul luogo dell’attacco mentre altre 4 sono decedute mentre venivano trasportate in ospedale. Tra i kamikaze ci sarebbe anche una donna. In mattinata è stato riferito che dei 125 feriti, almeno 19 si trovavano in gravi condizioni. Tra loro almeno 7 poliziotti.

ATTENTATO ANKARA, I FERMI

Nella giornata di lunedì la polizia turca ha fermato almeno 11 persone per l’attentato ad Ankara. A comunicarlo nel pomeriggio di lunedì è stato il premier turco Ahmet Davutoglu, che ha dato notizia anche di test del dna per accertare l’identità di chi ha compiuto l’attacco, rimasto ucciso nell’esplosione.