Primarie Pd 2016, l’avanzata dei Giovani Turchi

di Tommaso Caldarelli | 07/03/2016

Primarie Pd 2016 Giovani Turchi

«Quelle delle Primarie Pd 2016 sono vittorie di tutto il Partito Democratico», ha detto alla Ex Dogana di San Lorenzo Matteo Orfini, presidente dell’Assemblea Dem e commissario del Pd Roma, mentre Roberto Giachetti ha appena finito il discorso della vittoria alle Primarie Roma 2016: sarà vero. È ugualmente evidente che le Elezioni 2016, a Roma e non solo, battono bandiera turca: nel senso dei Giovani Turchi, la componente di cui l’ex assistente di Massimo D’Alema è stato ispiratore, con cui ha abbandonato i contatti operativi da quando ha il ruolo di garanzia nella capitale e che, però, continua a lavorare in sua assenza. Il congresso del 2013 a sostegno di Gianni Cuperlo, poi l’ingresso nella maggioranza di Matteo Renzi; nel frattempo, un lento e inarrestabile lavoro sul territorio, da sud a nord, con Roma epicentro. E qualche risultato si inizia a vedere.

PRIMARIE PD 2016, L’AVANZATA DEI GIOVANI TURCHI

Se le fanno un po’ strappare le parole, i luogotenenti di Rifare l’Italia a Roma: la corrente degli ex-dalemiani socialdemocratici gongola per i risultati delle consultazioni romane. «Va bene, sì, è vero, queste primarie ci rafforzano», dice un dirigente del Pd Roma di lungo corso, intercettato a margine di un piccolo evento celebrativo per una delle vittorie dei Turchi a Roma: «O meglio, ci rafforzeranno se vinceremo poi le elezioni», precisa. Facciamo qualche conto: il risultato più eclatante è quello del II Municipio dove la segretaria del Pd San Lorenzo Francesca del Bello vince contro il candidato renziano (sostenuto in maniera bipartisan, a dir la verità) Andrea Alemanni: «Affluenza bassa, il voto organizzato su Del Bello ha fatto la differenza», dice chi ha sostenuto Alemanni ai seggi; sta di fatto che ieri, al comitato Giachetti, il circoletto dei Giovani Turchi era in preda ad una dose di euforia superiore a quella dei renziani di strettissima ordinanza.

Roberto Giachetti… Olè!! Francesca Del Bello… Olè!!!Dario Nanni… Olè!!!Valeria Vitrotti… Olè!!!Massimiliano Pasqualini… Olè!!!Ha vinto #tuttaRoma! Avanti, che domani si riparte!

Pubblicato da Giulia Tempesta su Domenica 6 marzo 2016

La Del Bello, dunque, ai Parioli – San Lorenzo; a San Giovanni facile la vittoria di Valeria Vitrotti, seconda generazione turca di puro pedigree Subaugusta; più Cristina Maltese a Monteverde fanno tre municipi turchi “puri”. Al VI Municipio il correntone orfiniano appoggiava Dario Nanni, vincente; al XIII il renziano Massimiliano Pasqualini vince con l’appoggio della corrente del commissario. Come avanzata non c’è male, e d’altronde da subito le falangi del commissario dem hanno sostenuto Roberto Giachetti: la politica delle alleanze, si sa, è materia di fine strategia. «Noi facciamo la nostra parte, siamo per il gioco di squadra», dice un dirigente orfiniano seduto, sornione, sulle panche dell’ex dogana: «Siamo comunisti veri».

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La vittoria delle primarie dovrà essere confermata alle urne, certo: fra candidati sindaci e presidenti di Municipio, fra esponenti turchi “puri”, collegabili in maniera più o meno stretta al secondo piano del Nazareno, le vere partite sono ora quelle della lista Pd al Comune di Roma, la battaglia per le preferenze e quella, più distante eppure fondamentale, dei collegi per l’Italicum; per ora è un primo passo importante già a livello di equilibri interni: «Sicuramente i Turchi sono più ambiziosi e organizzati dei renziani, è legittimo che in questa fase la situazione si sia riequilibrata a loro favore», concorda un dirigente del Pd Roma parte dello schieramento giachettiano (e quindi, alleato pro tempore dei legionari orfiniani). Per chi ieri sera ha tirato tardi, ben oltre i festeggiamenti per la vittoria di Roberto Giachetti, si tratta di raccogliere i primi frutti: «Le cose a Roma le facciamo con continuità: alle parlamentarie di Pierluigi Bersani portammo Orfini / Maturani, poi ci furono le primarie dei Presidenti di Municipio, poi le elezioni Comunali a Roma con tre consiglieri comunali eletti, il congresso romano in cui sostenemmo un nostro nome, e ora queste primarie. Qui si lavora».

Con un po’ di azzardo (vista la variegata platea di forze che hanno sostenuto Roberto Giachetti) il 6 marzo viene definito «la rottamazione» dell’apparato di potere che ha governato Roma negli ultimi vent’anni, rappresentato da Roberto Morassut e dalle componenti che lo sostenevano. E il risultato sui territori dimostra che «sostenere Matteo Renzi non annulla la sinistra», visti anche i risultati a Napoli (Valeria Valente, esponente di Rifare l’Italia, sorpassa Antonio Bassolino alle Primarie Napoli 2016; Roberto Cosolini a Trieste, sindaco uscente appoggiato dai turchi friulani, prevale su Francesco Russo). Insomma, per i Giovani Turchi le elezioni 2016 sono già una vittoria. «Una vittoria di Pirro», sostengono in zona Donna Olimpia, dallo schieramento che in questi mesi più ha provato a contrastare l’azione politica del commissario romano con quella che viene definita «un’opposizione ad una linea perdente e non inclusiva»; posizioni, queste, che sono state commentate ieri sera, durante i festeggiamenti, con parole e toni che eviteremo di tradurre dal turco.

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