Aumento sigarette
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Aumento sigarette per le meno care: il decreto

Aumento sigarette, ci risiamo. Non c’è tregua per i fumatori italiani che rischiano di ricevere l’ennesima brutta sorpresa. No, non si tratta della bufala dell’aumento di cinque euro diffusa su internet da un blog satirico e che aveva gettato nello sconforto migliaia di amanti delle bionde. Bensì di un “ritocco” deciso dal Ministero dell’Economia: l’aumento riguarderebbe il prezzo delle sigarette cosiddette low cost, ossia di quelle che costano tra i 4,20 e i 4,40 euro. Negli uffici di via Venti settembre infatti si sta lavorando in questi giorni a un decreto per alzare l'”onere fiscale minimo”, parte fissa della tassa sul fumo: sarebbe la prima applicazione di una norma contenuta nella riforma fiscale.

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AUMENTO SIGARETTE MARZO 2016

Spiega così la misura Andrea Bassi su il Messaggero oggi in edicola:

In realtà, un primo piccolo ritocco dell’accisa, già c’è stato. È avvenuto a gennaio scorso, ma per effetto di un calcolo automatico. Le norme stabiliscono che l’accisa debba essere proporzionale al prezzo medio ponderato delle sigarette. Questo prezzo viene calcolato di anno in anno. Quello del 2015 è risultato più alto che nei dodici mesi precedenti, passando da 226 euro al chilo a 233 euro al chilo. Quindi l’accisa, che è una percentuale calcolata sul prezzo, è salita

E ora?

Adesso […] potrebbe essere la volta della seconda componente della tassa, l’onere fiscale minimo che oggi è stabilito a 170 euro e che […] potrebbe essere aumentato dal governo fino a 5 euro. Se il ministero decidesse di utilizzare tutto lo spazio disponibile, il prezzo delle sigarette di fascia basse aumenterebbe […] di circa 30 centesimi a pacchetto

Insomma, per un fumatore che compra un pacchetto di sigarette al giorno l’aumento sarebbe di almeno 9 euro al mese. Una bella sommetta.

Photocredit copertina CHARLY TRIBALLEAU/AFP/Getty Images

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