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Francesco Storace: «O l’India ci ridà i Marò o chiudiamo i ristoranti indiani a Roma»

Francesco Storace lancia la sua campagna elettorale per diventare sindaco di Roma. E per farlo sceglie di affidarsi a una battuta a effetto che fa quantomeno sorridere: «o l’India ci ridà i Marò o chiudiamo i ristoranti indiani a Roma». Il piano quindi è semplice, la convinzione c’è. Gli applausi del pubblico si sono sprecati. Basterà tutto questo?

FRANCESCO STORACE, LA DICHIARAZIONE DEL CANDIDATO SINDACO

Chiaro e semplice. Francesco Storace ha delle idee ben precise su cosa fare. Del resto il neo-candidato sindaco non lascia spazio a interpretazioni di alcun tipo, come dimostra la sua dichiarazione, ripresa in video e diffusa dal Corriere della Sera:

“Noi soffriamo per Massimiliano e Salvatore, ricattati dall’India. Ecco, se sarò eletto Sindaco di Roma convocherò in Campidoglio l’ambasciatore indiano e gli dico che se non ritornano entro 10 giorni chiudiamo tutti i ristoranti indiani a Roma”.

Parole forti che hanno strappato convinti applausi ai presenti. Il piano quindi è semplice: si convoca l’Ambasciatore e gli si dice che ha 10 giorni per ridarci i Marò altrimenti via con la ripicca, col dispetto, con l’azione diretta. Facciamo vedere i muscoli. Tutto per “Massimiliano e Salvatore, ricattati dall’India”.

FRANCESCO STORACE, LA REAZIONE DEGLI UTENTI

Detto che la minaccia al massimo può preoccupare i lavoratori che regolarmente pagano le tasse ed esercitano la loro attività nella Capitale e non sicuramente il governo indiano, l’idea di Francesco Storace è stata accolta con ilarità direttamente sul suo profilo Facebook dove le persone, poche per la verità, hanno espresso il loro giudizio sulla posizione del neo-candidato sindaco. Ci permettiamo di coniare uno slogan, magari a qualcuno potrebbe anche piacere: “spezzeremo i forni tandoori all’India”.

(Facebook/Azione Nazionale)