Stefano Fassina
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Stefano Fassina: «La surrogata non appartiene alla Sinistra»

Stefano Fassina, candidato sindaco di Sinistra Italiana a Roma, si dichiara contrario alla maternità surrogata. E lo fa in un’intervista rilasciata ad Avvenire dai toni molto forti: «Resto stupito, amareggiato, di fronte alla mercificazione del momento più alto e spirituale della vita, la nascita di un bambino. Un figlio non è un diritto e la maternità surrogata è davvero insostenibile. Non appartiene, non può appartenere alla sinistra».

STEFANO FASSINA: “NON SI PUO’ ACCETTARE IL PARADIGMA DELL’INDIVIDUALISMO. NE PARLERO’ CON NICHI”

Stefano Fassina non ne fa una questione personale ma parte dal caso di Nichi Vendola per esprimere la sua opinione, ovvero che i diritti devono seguire una specie di “filo logico” e non possono deviare da un percorso per desideri personali:

Anche lei, da sinistra, alza una parola forte dopo il caso Vendola? Vede, per me, e in generale credo per ogni uomo e donna di sinistra, i diritti sono un continuum. I diritti civili vanno insieme a quelli economici, sociali e politici. Non si può essere favorevoli al neo-umanesimo sul terreno del lavoro, del welfare e dell’ecologia e poi accettare il paradigma dell’individualismo liberista sui diritti civili. È una contraddizione. Ne voglio parlare con Nichi

STEFANO FASSINA: “NICHI VENDOLA IN CALIFORNIA? IL MERCATO DELLA VITA POSSIBILE DOVE CI SONO DISAGI SOCIALI O DOVE DOMINA L’INDIVIDUALISMO PROPRIETARIO”

 

E rimanendo sul tema della paternità di Nichi Vendola, Stefano Fassina non lesina parole forti, puntando il dito sulla scelta di affidarsi a una maternità surrogata in California:

è contraddittorio voler rimettere la persona al centro del sistema economico e sociale e poi dimenticarla quando si tratta di rispettare la dignità della donna o l’inalienabile diritto del bambino a godere del legame con la mamma. E poi anche il luogo in cui si è svolta questa vicenda, la California, gli Usa, mi sembra paradigmatica: il ‘mercato della vita’ è possibile o dove ci sono gravi disagi sociali oppure, ed è questo il caso, dove domina l’individualismo proprietario

STEFANO FASSINA: “MATERNITÁ SURROGATA TRAVOLGE LIMITI CHE NON POSSONO ESSERE ABBATTUTI”

Stefano Fassina ripercorre poi 25 anni di vita politica della sinistra in Europa, passata dalle battaglie nel mondo dal lavoro a quello dei diritti umani, con un punto fermo: per Fassina riconoscere limiti all’individualismo è una battaglia di sinistra

Da quando la sinistra è diventata impotente nella rappresentanza del lavoro e si è appiattita sul modello liberista, ha cercato di compensare la sua perdita d’identità battendo la frontiera dei diritti civili. Il modello-Zapatero, per intenderci. Ma i diritti civili e individuali non si esercitano nel vuoto etico, hanno significato solo in presenza di limiti precisi. La maternità surrogata travolge limiti che non possono essere abbattuti. Riconoscere limiti all’individualismo è una battaglia di sinistra, autenticamente di sinistra

STEFANO FASSINA: “STEPCHILD? SI MA…”

 

Per quanto riguarda il tema della Stepchild Adoption, Stefano Fassina si dichiara favorevole ma con dei distinguo:

Io non mi nascondo: sono favorevole alla stepchild, che serve a dare diritti a minori che vivono in una coppia omosessuale e rischiano di trovarsi in una sorta di terra di nessuno. Ma proprio la pratica della maternità surrogata, paradossalmente, ha l’effetto di rendere più difficile la tutela di questi bambini che ne avrebbero bisogno. Il legame tra gestazione surrogata e stepchild va scisso partendo da una conferma e un rafforzamento del divieto di ricorrere all’utero in affitto

Un tema difficile per Fassina, tanto da spingerlo ad abbandonare il Partito Democratico:

Penso che Renzi e molti suoi ministri vivano quella contraddizione che le dicevo prima circa la sinistra europea. Totalmente subalterni al paradigma liberista in economia e poi in piazza per i diritti civili. In fondo è il motivo per cui ho lasciato il Pd. La sinistra ha senso storico e politico se porta avanti un neoumanesimo integrale in alternativa al liberismo: i diritti civili sono fondamentali ma non bastano.