Roma-Fiorentina, la conferenza stampa di Luciano Spalletti

di Redazione | 03/03/2016

Roma-Fiorentina

Roma-Fiorentina, la conferenza stampa pre-partita di Luciano Spalletti, atto iniziale del big match della nona giornata di ritorno di Serie A. In ballo c’è il terzo posto e il tecnico di Certaldo sa bene come rispondere alla squadra viola: «Cosa temo nella Fiorentina? Quello che fa da 3-4 anni più ciò che ha aggiunto Paulo Sousa».

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ROMA-FIORENTINA, I VIOLA “OPERA D’ARTE” PER SPALLETTI

 

Roma-Fiorentina è quindi una partita particolare e carica di significato per il tecnico giallorosso, ripreso dal sito della Roma, che non manca di lodare il lavoro fatto dal tecnico portoghese:

«Leggevo l’intervista a Badelj questa mattina: ha dichiarato che hanno creato un’opera d’arte e questa è la verità. Hanno creato un calcio moderno e spettacolare, una squadra solida, tosta e convinta di poter avere delle possibilità importanti. Prendendo in esame il gruppetto di squadre di cui la Fiorentina fa parte, sono stati i più bravi a lavorare»

ROMA-FIORENTINA: UNICO OUT DANIELE DE ROSSI

L’unico non convocato tra i “grandi” della Roma è Daniele De Rossi che continua nel suo percorso di recupero. Pjanic e Nainggolan sono a disposizione così come Iago Falque, anche se quest’ultimo è febbricitante. Nessuna notizia invece su Dzeko, non si sa se giocherà titolare o meno:

«Secondo me ci sono delle cose che devo ancora pensare e questa volta mi devo prendere tutto il tempo. È un calciatore che ha fatto bene quando è entrato a Empoli, si è allenato bene ma anche tutta la squadra ha fatto altrettanto bene. Oggi non so rispondere»

ROMA-FIORENTINA: LA SFIDA TRA DUE SQUADRE CHE SI ASSOMIGLIANO

Roma-Fiorentina, una sfida tra due squadre che si assomigliano secondo Luciano Spalletti:

«Si somigliano perché entrambe tentano di comandare il gioco, avendo molti palleggiatori tra i centrocampisti e la qualità di saper leggere le situazioni. Loro sono bravi a far tutto, a saper interpretare il gioco degli altri, con l’elasticità di far girare palla a tre e difendere a quattro. Riescono a creare insidie e a prendere vantaggio a seconda di come si sistemano agli altri. In questa partita dovremo essere più bravi di sempre. Se loro sono convinti di aver fatto un’opera d’arte, io devo dire ai miei ragazzi che hanno fatto un capolavoro, nel ribaltare la situazione, nel prendere conoscenza di cose nuove, nell’essere convinti e nell’avere la solidità mentale di pensare che si possa stare qui a lottare fino in fondo, senza essere influenzati da un risultato o da una prestazione»

ROMA-FIORENTINA, IL PROBLEMA DEL PUBBLICO

Roma-Fiorentina è una partita che rischia per l’ennesima volta di essere senza pubblico o comunque a ranghi ridotti per la Roma. Una cosa che turba, e non poco, Luciano Spalletti che riconosce come aiuti avere al fianco i propri tifosi:

«Anche per me e siccome mi sono già espresso più volte, spero nel buonsenso di tutti quelli che gestiscono questa situazione che si è venuta a trovare. Noi a Empoli ci siamo sentiti molto comodi dentro l’abbraccio durato 95 minuti con il nostro pubblico e probabilmente è servito per reagire al gol del pareggio: ho visto la squadra essere sicura con l’atteggiamento giusto. In questo tutti quelli che erano presenti a Empoli hanno contribuito»

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ROMA-FIORENTINA, IL RUOLO DI EDIN DZEKO

Roma-Fiorentina sarà anche la sfida tra due attaccanti all’apparenza simili, Dzeko e Kalinic. Il romanista potrebbe sfruttare la sua predisposizione al pressing per mettere in difficoltà la difesa della Fiorentina:

«Kalinic è uno dei più bravi ad attaccare lo spazio dietro il centrale. Attacca bene dietro la linea difensiva ed è bravo sotto porta. Sa qual è il suo obiettivo e non si lascia trascinare in attenzioni che non sono importanti. Dzeko ha altrettante qualità, però gli piace più la palla addosso con la sua fisicità. Gli piace fare la rotazione verso il secondo palo e attendere il passante, Kalinic invece è più da taglio sul primo palo. Dzeko è arrivato con il blasone delle sue qualità, su Kalinic sono stati bravi a intuire che ce le aveva. Hanno avuto fiducia in lui e lui l’ha ripagata. Loro verranno a pressarci, sapranno poi cambiare atteggiamento in base ai nostri tentativi di stare in campo. A Firenze per svariati mesi si sono chiesti se la Fiorentina giocasse a tre, a quattro a cinque: qui c’è la bravura dell’allenatore, abile a cambiare la squadra dentro le situazioni di gioco. Hanno flessibilità e intercambiabilità. Hanno due mediani bravissimi davanti la difesa, Badelj, Vecino. Poi hanno Borja Valero, Bernardeschi, Kalinic, Tello, Ilicic… Ne hanno tanti e riescono a fare un buon prodotto, con la qualità dei calciatori e del tecnico. La palla lunga per Dzeko è una soluzione adottabile, l’abbiamo fatto anche ad Empoli, lo terremo presente e domani vedremo cosa verrà fuori»

ROMA-FIORENTINA, IL RAPPORTO TRA LUCIANO SPALLETTI E JAMES PALLOTTA

Capitolo società. Luciano Spalletti ha confermato di essersi confrontato con il presidente James Pallotta. Tutto va bene, il Presidente è entusiasta e si respira un bel clima:

«Ho parlato con Pallotta, l’ho salutato e mi è sembrato contento, carico di entusiasmo, libero di far valere tutte le grandi qualità che ha. È venuto a parlare prima della riunione tecnica e ha parlato ai calciatori, ha visto l’allenamento, è stato con noi nello spogliatoio. Ha grande entusiasmo e voglia di fare: è in sintonia con quanto detto finora. Se vuole ancora migliorare ha ragione: bisogna sempre avere il coraggio di osare. Lui è bravo a trovare stimoli e incentivi»

ROMA-FIORENTINA, SPALLETTI: “RIPOSO? TRA QUATTRO GIORNI ABBIAMO IL REAL MADRID”

Spalletti poi parla dei due giorni di riposo in più rispetto alla Fiorentina. Il tecnico però non ne vuole sentire parlare:

«Noi tra tre quattro giorni andremo a giocare contro il Real che ha giocato ieri ma non andrò a dire ai miei calciatori che sono più stanchi: rientrerebbe nella questione degli alibi. Le partite vanno giocate quando si deve, e noi dobbiamo farci trovare pronti. In quei novanta minuti dobbiamo esprimere tutto e non possiamo portare dentro la partita che ci siamo riposati un giorno di meno. Fa parte della solidità mentale. Martedì dovremo vincere la partita se vogliamo passare, non ci sono altri pensieri»