donna spiata hotel
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Spiò la giornalista nuda nella sua camera, la difesa choc: “Nessun danno, le ha aiutato la carriera”

Un uomo ha spiato una donna dalla sua camera d’albergo mettendo il video on line. E durante il processo che lei gli ha intentato, ha avuto anche il coraggio di dire che questo crimine avrebbe portato alla vittima, ovvero alla inviata tv Erin Andrews, maggior successo. Emerge questo nella causa da sette milioni e mezzo di dollari presentata dalla donna contro un hotel di Nashville, dove sono avvenute le riprese. Erin, ripresa dallo spioncino della porta, aveva presentato denuncia per il “grave e permanente stress emotivo subito“. Secondo la giornalista l’albergo non avrebbe fatto abbastanza per impedire all’uomo quelle riprese dalla stanza adiacente la sua.

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(Foto Erin Andrews Instagram)

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LA STORIA DI ERIN ANDREWS

Nel settembre 2008 Michael Barrett girò un video sulla Andrews servendosi dello spioncino presente in una stanza a Nashville Marriott. Per questo gesto è stato condannato a 30 mesi di carcere e 3 anni di libertà vigilata. Ma secondo la donna la condanna non era abbastanza. L’hotel non avrebbe impedito allo stalker di avvicinarsi a lei. Secondo l’inviata l’uomo aveva fatto precisa richiesta di una stanza accanto alla sua. Secondo quanto riporta il Guardian l’avvocato difensore, Marc Dedman, durante l’interrogatorio ha chiesto alla Andrews se la sua carriera era migliorata a partire dal 2009 da quell’angosciante episodio. La giornalista ha dovuto ammettere in aula che sì, era decisamente migliorata. E questa risposta sta facendo molto discutere negli Stati Uniti.

Durante il processo Erin Andrews ha rilasciato una deposizione toccante. Tra le lacrime ha raccontato di come oggi viva nel terrore ogni volta che, per motivi di lavoro (inviata per FOX Sports), è costretta a dormire in diversi hotel. Non solo. Erin teme anche per i suoi figli e per il loro equilibrio nel caso in cui vengano a conoscenza del video. La clip, secondo quanto riportato nella discussione in aula, è stata vista da almeno 16 milioni di persone.

(Foto copertina Harry How/Getty Images)