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Unioni civili, Matteo Renzi: «Meglio un pezzo oggi che tutto mai»

Comprensibile, in politica: se si accetta un compromesso, probabilmente se ne dovrà mettere in conto un secondo. È questo il ragionamento che si fa dalle parti del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, che, sulla nuova formulazione delle Unioni Civili, il Ddl Cirinnà da cui sarà stralciata la norma sulla stepchild adoption; Alfano ha dichiarato: «Mi sembra che ora prevalgano razionalità e buon senso», ha detto il ministro degli Interni. Tuttavia, nel suo partito, i più conservatori ora spingono per un nuovo punto di equilibrio che rimuova dalla legge altre parti ritenute controverse: via la pensione di reversibilità, via l’equiparazione del cognome.

UNIONI CIVILI, IL PD: STOP COMPROMESSI CON NCD. MATTEO RENZI: «MEGLIO UN PEZZO OGGI CHE TUTTO MAI»

Il tutto mentre Matteo Renzi parla a Rtl 102.5 e insiste: «Meglio un pezzo di legge oggi che tutta la legge mai».

Sempre più sicuro, per portare a casa le Unioni civili anche in versione “mini”, il ricorso alla fiducia per poter contare almeno sulla riottosa maggioranza di governo. Sulla nuova Cirinnà indebolita dalla sede centrale del Partito Democratico al Nazareno si alzano le trincee: nessun nuovo cedimento, l’NCD mandi giù se necessario. Ce ne parla Nino Bortoloni Meli sul Messaggero.

«No ai simil matrimoni o ai matrimoni truffaldini, e no alla reversibilità o alla questione del cognome, non si può far rientrare dalla finestra quel che è uscito dalla porta», punta il dito il duo Sacconi-D’Ascola che in Ncd rappresentano le guardie grigie del no a una legge come invece la vorrebbero gran parte del Pd e della sinistra, per non parlare delle associazioni gay. Ma è tutto il partito di Angelino Alfano a essere schierato sul no ai simil matrimoni forti anche, pare, da alcuni rilievi fatti filtrare dal Quirinale in materia (e forti del sostegno degli organizzatori del Family Day, che oggi hanno convocato la stampa al Senato). «Ci sarebbero sempre dei giudici pronti a estendere le adozioni anche a coppie omosex», il vade retro centrista. Paletti non proprio secondari piantati dai centristi, ai quali però il Pd replica a brutto muso, configurando un vero e proprio braccio di ferro alla vigilia del maxi emendamento con fiducia incorporata che dovrebbe, o avrebbe dovuto, sbloccare la situazione. «Sui punti sollevati da Ncd, il Pd non transige», fanno sapere dal Nazareno, da dove ricordano che «Ncd per due anni ha fatto ostruzionismo sul provvedimento, ora deve accettarlo se non mandarlo giù»

 

 

UNIONI CIVILI, LA GUIDA
Cosa è il patto di convivenza
Cosa è la convivenza di fatto
Cosa sono le unioni civili
Stepchild Adoption: cos’è

La minoranza Dem, guidata da Roberto Speranza, chiede invece al segretario nazionale «la stessa determinazione» usata su Legge Elettorale e Jobs Act. Mentre Scelta Civica pone qualche paletto:

Anche da Scelta civica, sia pure con minor veemenza, si chiede al governo di non mettere la fiducia, «sui temi di coscienza va evitata, serve prima un accordo dentro il Pd e poi nella maggioranza», spiega Andrea Mazziotti, presidente della prima commissione diMontecitorio. Come che sia, la fiducia per il governo è di fatto una scelta obbligata, più che per ricondurre all’ovile una maggioranza riottosa o un partito sempre diviso, per evitare i pochi o i tanti voti segreti che in assenza di fiducia verrebbero sicuramente richiesti. C’è il M5S che sta fermo alla puntata precedente, e come se nulla fosse si appresta a chiedere al presidente Grasso una «tempistica certa» in modo da evitare la fiducia, «eliminati gli emendamenti inammissibili e simili ne resterebbero da votare circa 500», la tesi della neo capogruppo Nunzia Catalfo, ma è proprio quanto la maggioranza intende evitare, visto che 500 emendamenti equivalgono a un sentiero vietcong dove la legge farebbe la fine dei marines ad Hanoi.

 

Ma il M5S, nel corso di una conferenza stampa in Senato, insiste: «Un accordo non c’è mai stato, tutto quello che è stato detto è trasparente e molte ricostruzioni fatte sono state poi smentite dai fatti. Non credo che Renzi si sia mai fidato di noi, così come noi di lui. Noi abbiamo detto che voteremo le unioni civili», ha spiegato di Maio. Attaccando il Partito democratico: «Al loro interno c’è una guerra tra bande, non è coeso, ma lo dicano ai cittadini italiani senza scaricare colpe sugli altri».

UNIONI CIVILI, GIORNATA DI VERTICI

Potrebbero incontrarsi anche i senatori di Area popolare in giornata per decidere l’atteggiamento da tenere sulle Unioni Civili. Un incontro non è stato ancora fissato, ma Alfano potrebbe convocare il gruppo e intervenire in prima persona. Possibile vertice anche dei senatori di Ala; dovranno decidere, nel caso fosse messa la fiducia, se votarla. Sarebbe la prima volta per i senatori verdiniani, dopo aver già votato contro la sfiducia al governo.