Sanremo 2016: Anzaldi attacca la Rai, Leone lo dribbla, il Pd lo stoppa

di Redazione | 09/02/2016

michele anzaldi

Neanche Roberto Baggio ai bei tempi. Il ruvido difensore entra in taclke, duro, da cartellino giallo, ma il giocatore un po’ d’altri tempi, lo dribbla, salvando le caviglie. Almeno per ora. Più o meno è quello che sta andando in onda qui a Sanremo 2016, da questa mattina. Con Michele Anzaldi, esponente renzianissimo del Partito Democratico, nelle vesti del difensore ruvido, e con Giancarlo Leone, novello Baggio, impegnato a dribblare i colpi provenienti dall’ex portavoce di Francesco Rutelli.

Infatti, la kermesse della musica italiana, si è svegliata – scossa – dalla pesantissima intervista di Michele Anzaldi rilasciata a Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera. Una mitragliata di dichiarazioni pesantissime nei confronti di tutti i vertici di Viale Mazzini. Vere e proprie cannonate, in cui Anzaldi non risparmi nessuno. Dal direttore di Rai Uno Giancarlo Leone, bersaglio preferito di questi giorni, fino ad arrivare a scagliarsi contro la Presidente Monica Maggioni e il Direttore Generale Antonio Campo Dall’Orto. «Abbiamo sbagliato tutto», ha detto Anzaldi, arrivando a rimpiangere la precedente stagione Rai. Comunque le parole di Anzaldi sono pesantissime:

«E poi purtroppo, dopo sei mesi, dobbiamo ammetterlo: su Antonio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni ci siamo sbagliati».
Sbagliati, in che senso?
«Da quando ci sono loro, la Rai è peggiorata tantissimo. Sia sul piano della comunicazione, sia su quello della trasparenza».Esplora il significato del termine: «E poi purtroppo, dopo sei mesi, dobbiamo ammetterlo: su Antonio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni ci siamo sbagliati».
Sbagliati, in che senso?
«Da quando ci sono loro, la Rai è peggiorata tantissimo. Sia sul piano della comunicazione, sia su quello della trasparenza».
Lei è sempre ruvido sulle vicende Rai: ma questo è un attacco violento e inatteso.
«Ma inatteso, scusi, perché? Ogni giorno l’azienda è sotto accusa per qualcosa: e loro che fanno? Non spiegano, non commentano. Niente, zitti, muti… non bisogna disturbare il manovratore. La verità è che quei due si sono rivelati peggiori dei loro predecessori».

Con tanto di stoccata a Sanremo e Leone, appunto, rei di aver chiamato Gabriel Garko sul palco dell’Ariston

Garko però è l’attore di punta delle fiction Mediaset, e ce n’è pronta una, con lui protagonista, che partirà subito dopo il Festival. Chiedo: è normale che la Rai lanci i divi di Mediaset? È commerciale? Dall’Orto e la Maggioni che ne pensano?».

Ed ecco il dribbling, con tanto di tunnel di Leone, durante la conferenza stampa: «Abbiamo invitato Garko, ma è utile ricordare che il Festival da sempre è stato un luogo extraterritoriale, che ha beneficiato del meglio dello spettacolo italiano proprio perché il festival è di tutti. Nel ’97 abbiamo avuto Mike Bongiorno, nel ’98 Raimondo Vianello, entrambi provenienti da Mediaset, nel 2007 Michelle Hunziker, nel 2009, il trio Bonolis, Laurenti, De Filippi, nel 2011 Luca e Paolo e Belen Rodriguez. Da personaggi della concorrenza il festival ha attinto sempre e volentieri, perché il festival è di tutti».

Ma il vero “stop” ad Anzaldi arriva da Roma, prima della conferenza stampa a Sanremo, addirittura con una nota congiunta dei presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato del PD, Zanda e Rosato. Cosa che avviene di rado, fanno notare gli uomini di Viale Mazzini qui a Sanremo. E la nota, non lascia spazio ad interpretazioni

«La Rai sta attraversando, grazie alla riforma da poco approvata dal Parlamento, una fase di transizione che deve garantire efficienza, dinamismo e competitività all’altezza delle sfide della comunicazione, della cultura e dell’intrattenimento del nostro tempo. Per questo rinnoviamo la nostra fiducia nei vertici dell’Azienda che stanno gestendo la più grande impresa culturale del paese, una sfida che non si improvvisa né si risolve nei primi pochi mesi del loro mandato.Dalla gestione del personale alla programmazione, dalla diffusione del segnale alla raccolta pubblicitaria. Alcuni segnali sono già arrivati, altri arriveranno, e comunque sappiamo che molta strada resta da fare. In Commissione di vigilanza ogni parlamentare rimane libero di esprimere valutazioni personali. Resta fermo, però, che la politica deve saper rispettare l’autonomia gestionale dell’azienda»

E Antonio Campo Dall’Orto? Il suo arrivo è previsto per venerdì e per ora – saggiamente – si tiene lontano dalle polemiche, pensando piuttosto a celebrare il successo della Rai e della mission del servizio pubblico grazie alla fiction di Rai Uno andata in onda ieri sera con Sergio Castellitto, “Il sindaco pescatore”, che ha segnato oltre 7 milioni di telespettatori. Un successo, quello del prime time di Rai Uno in questo 2016 rivendicato anche dallo stesso Giancarlo Leone a fine conferenza stampa: «Nel 2016 nel prime time Rai Uno ha guadagnato un punto di share rispetto allo stesso periodo dello scorso anno», dice senza trattenere un sorriso. E per Sanremo? «Tutto quello che viene sopra il 40% è ben accetto, ma se devo fare una previsione, direi il 43% come media delle 5 serate»