Le Unioni civili arrivano in Senato. Laura Boldrini: «Sì alla stepchild adoption»

di Valentina Spotti | 24/01/2016

unioni civili

Il ddl Cirinnà, il disegno di legge sulle unioni civili, arriverà giovedì in Senato per essere votato. Il dibattito resta accesissimo dentro e fuori le aule parlamentari, specialmente dopo i cortei le manifestazioni arcobaleno di sabato in diverse città italiane, tra cui Roma, Milano e Napoli. Il punto più caldo della discussione resta quello della stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio del partner. Su tutto, aleggiano le polemiche per il Family Day, che si terrà a Roma sabato prossimo.

ANSA /CIRO FUSCO
ANSA /CIRO FUSCO

 

LAURA BOLDRINI: «SÌ ALLA STEPCHILD ADOPTION»

All’indomani delle manifestazioni di ieri, il dibattito torna alla politica, con il presidente della Camera Laura Boldrini si è schierata a favore della Stepchild adoption: «Quando il partner muore ed il figlio resta solo, il partner ha il dovere di occuparsi del figlio. È quasi naturale che questo dovere si traduca in un diritto. Se è un dovere naturale perché non deve essere anche un diritto? Sarebbe grave il contrario: se il partner si disinteressasse di questo figlio e lo lasciasse al proprio destino».

ALFANO: «NO ALL’EQUIVALENZA CON IL MATRIMONIO»

Ma la politica resta profondamente divisa: Angelino Alfano, che aveva già dichiarato che non avrebbe preso parte al Family Day pur volendo essere «presente con il cuore», torna a definire il nodo della stepchild adoption un errore: «mettere insieme quelli che sono i diritti patrimoniali di due conviventi con il tema di adozioni, perché così facendo si apre la porta a un’equiparazione con il matrimonio. Su questo la mia posizione è chiara: sì a più diritti, no a un’equivalenza con il matrimonio».

SERRACCHIANI: «LEGGE NON PIÙ RINVIABILE»

Dal Partito Democratico arrivano le dichiarazioni di Debora Serracchiani, che – nel corso di un’intervista al Messaggero – si ricollega anche alle parole di Papa Francesco dei giorni scorsi, che aveva sostenuto la posizione della Chiesa che non avrebbe potuto sostenere una «confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione». Per la Serracchiani la legge sulle unioni civili «non è più rinviabile», e precisa: «Nell’attuale testo, che già è formulato in modo da rispettare questo dettato si fanno dei riferimenti agli articoli del codice civile sul matrimonio per specificare diritti e doveri dei contraenti l’Unione in relazione al patrimonio comune e ad altri dettagli. Ebbene questi articoli saranno riscritti spiegando direttamente diritti e doveri di chi contrae l’Unione».

BRUNETTA: «NO ALLA STEPCHILD ADOPTION»

Da Forza Italia arriva, tra le altre, anche la voce di Renato Brunetta che, ospite di Maria Latella a L’Intervista, ha ribadito che verrà lasciata libertà di coscienza ma che il 97% del partito voterà no alla legge: «Credo che sia giusto riconoscere una tutela alle coppie omoaffettive, ma sono contrario al matrimonio e alla stepchild adoption» – ha detto Brunetta.

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