Storie Maledette: Rudy Guede – Diretta Live

di Redazione | 21/01/2016

Rudy Guede a storie maledette

23.14- RUDY GUEDE A STORIE MALEDETTE – L’unico condannato del processo per l’omicidio di Meredith Kercher esce bene nel confronto con Franca Leosini: colto, sereno, lucido, sembra meno incerto anche di alcuni momenti processuali non chiarissimi all’inizio. E alla fine va giù duro contro chi è stato assolto e lo indica come colpevole. Ma la scena finale ci ricorda che rimane in galera, con la speranza di una revisione del processo che perseguirà con tutto se stesso.

23.11- “Il mio futuro? In Italia. Io mi sento italiano, umbro”. Guede chiude così. E poi la telecamera segue la sua ora d’aria. Bellissimo momento di regia televisiva.

23.10- Franca Leosini critica d’arte. “Lei dipinge, disegna e ha anche un tratto pregevole. Un Rudy Guede tutto da scoprire”.

23.07- “Sono 8 anni che sono in galera”. E senza la consolazione di un padre in visita. “Soffriva troppo, ho deciso che non venisse, lui ha accettato la cosa. Ma ogni sabato sento la maestra Ivana al telefono. E anche Giacomo, Gabriele, i miei amici mi sono rimasti vicini. In questi anni ho studiato, partecipo ai corsi, ho provato ad aiutare persone in difficoltà, compreso chi non aveva persone che li venissero a trovarli. Ho provato a usare questi anni nel modo migliore possibile”. E rivela che si sta laureando in “Scienze storiche per la cooperazione internazionale” a Roma tre, con una tesi su come “la storia andrebbe raccontata”.

23.05– “Chiunque lotta per la propria innocenza ricorre alla revisione del processo”. Rudy Guede è chiarissimo sul suo futuro.

23.00- “Sollecito dice che solo lei sa che cos’è successo”. “E io penso che solo loro sappiano”. Ecco, siamo allo specchio riflesso.

22.58- Guede su Sollecito “Solo una persona sciocca apre la bocca per dargli fiato”. E ribadisce che in “uno stato di diritto, se i due concorrenti in un reato vengono assolti, vada rivista anche la posizione del terzo. La giustizia per Meredith non è stata fatta”.

22.57- Va in onda Sollecito dalla Gruber.

22.55- La Suprema Corte, ricorda la Leosini, parla di indagini estremamente carenti. E sottolinea come la sentenza su Knox e Sollecito assomigli alla vecchia “assoluzione in mancanza di prove”.

22.53- “Non posso farmi un altro giorno di galera per aver ucciso e violentato Meredith. Se devo farli per non averla soccorsa a dovere, posso capirlo. Ma non per violenza e omicidio”.

22.48- “Qualcuno deve aver detto alla Knox che c’era un nero in casa. Ecco perché parla di Lumumba” dice Guede. “Va detto che Amanda non la cita mai nei processi”, ribatte Franca.

22.42- “Non c’era il suo sperma dentro o su Meredith. Ma cellule epiteliali di un suo dito erano nella sua vagina. Ma d’altronde lei lo aveva detto del petting, che era stato birichino”. Vabbé, la Leosini è oltre.

22.41– Passano le immagini della cattura di Guede. Barba, capelli, un altro uomo.

22.39- “Lei in verità fuggiva da se stesso, dalla paura, dal terrore”. Se usano come perito Franca Leosini, riaprono il processo e lo assolvono, a Guede.

22.37- “La sentenza che li assolve dice che erano lì. Chiediamo a loro com’è andata”. Rudy Guede lancia la bomba. “Prendiamo la sentenza anche quando non dice cose contro di me”.

RUDY GUEDE A STORIE MALEDETTE 22.33- Ancora pubblicità. Torna, Franca, torna.

22.30- “La stanza di Filomena, da cui vedo Amanda e una sagoma maschile scappare. Era in ordine”. E invece Franca Leosini ci ricorda “che non lo è, una messinscena di furto – i vetri e il sasso sono sopra gli oggetti sul letto sparsi ad arte, altrimenti sarebbero sotto – sarebbe dunque posteriore, secondo lei”.

22.27- Si vedono le immagini della casa e della camera di Meredith. Insanguinata, disordinata, spaventosa.

22.26 – “Nella stanza non c’era disordine, e Meredith era vestita, quando me ne sono andato”. Ma i giudici dicono altro. E Franca glielo ricorda.

22.23- “Sono stato giudicato fino al terzo grado per concorso in omicidio e violenza sessuale, ma nella stessa sentenza nero su bianco si dice che Rudy Guede non è l’autore materiale del delitto e che non ha avuto nulla a che fare con l’arma del delitto”.

22.20– “Si ragiona sui dubbi” dice Guede. E Franca, irritata “siamo qui per questo!”

22.18- “E’ stato un vigliacco, Rudy. E non avere un cellulare non la rende meno vigliacco”. Eccola, arriva il momento in cui un presunto killer viene incalzato da superFranca.

22.13 – “In quel momento vedo Meredith per terra e una copiosità di sangue che esce. Vado in bagno e prendo un asciugamano e cerco di tamponare la ferita al collo. Ne prendo un altro. E poi un altro. Non ci riesco. Era straziante quel momento, cerchi di fare il massimo, non sai chi è stato e chi è successo. E lei cercava di dirmi qualcosa “Af, af”, le scrivo col sangue anche sul muro per capire. Poi avevo 20 anni e sono andato via, la paura mi ha sopraffatto. Anni dopo, me ne pento: anche un bambino di 6 anni avrebbe chiamato aiuto, soccorso. Non ho fatto abbastanza, per me è doloroso. In quel frangente ti viene tutto in mente, pensi che nessuno ti potrebbe credere. Ma non mi perdonerò di non aver agito nel modo migliore possibile”.

22.11- “So solo che aveva una cadenza del sud”.

22.09 – “Vengo ferito da una persona che sta scappando”.

22.07- “Io sento la musica ad altissimo volume, ma un urlo straziante la supera. Mi alzo, mi rivesto, neanche tiro lo sciacquone”. Che memoria.

22.05– “Sto in bagno, perché sono una persona molto igienica. Sento la Knox che entra e iniziano subito a litigare. Riconosco la voce al 101%, ma penso sia una cosa da poco e continuo a effettuare il bisogno di cui necessitavo ascoltando l’ipod. Sono rimasto lì 10-11 minuti, me la sono presa comodo. Mi sono sentito quasi tre brani”.

RUDY GUEDE A STORIE MALEDETTE 22.01 – “A un certo punto Meredith va verso la camera da letto”. Franca è curiosa. “E torna arrabbiata, per il disordine di Amanda e dice che le ruba dei soldi”. E poi fa un erroraccio. “Avviene in cucina quello che noi giovani chiamiamo good mood. Ci avviciniamo, una sorta di petting. Mi chiede se ho il preservativo. E non ce l’ho e mi fermo lì”. Gli ha dato della vecchia. “Lei pensava di fare filosofia, quegli oggettini si portano in queste serate”. Oggettini.

21.58- “Lei sarebbe entrato nella casa arrampicandosi come un geco”. Leosini inarrestabile. E sta iniziando a parlare di giochi erotici di gruppo.

21.54- “Quand’ho visto Meredith le ho detto: io scommetto che tu sei di dicembre. Ed era così: quasi tutte le donne con cui sono stato erano di dicembre”. Tattiche di rimorchio improbabili. “Meredith trasmetteva carisma”. Franca ha trovato l’anima gemella, mi sa.

21.50– “Come ha conosciuto Amanda Knox, la seduttiva ragazza americana”. “L’ho incontrata al Le Chic, locale in cui faceva la cameriera. Si avvicina con un italiano particolare e parliamo. Scopro che è di Seattle e tiro fuori un amico di lì. Ma non sapevo che abitasse nella stessa villetta dei miei amici marchigiani. Più in là lo scoprimmo per caso, andando a casa loro e passando la serata lì con Amanda e poi Meredith.”. E lei “ma lei l’occhio adesso l’ha battuto su Amanda”.

21.48- “Io non so se lei ha ben chiaro come funziona una discoteca”. Dice Guede. “Lo so, eheh” risponde Franca. Adorabile Leosini.

21.47- Tenetevi forte, siamo arrivati all’incontro con Meredith. Tre incontri, l’ultimo al Domus. Con tanto di bacio.

21.42- Pubblicità. Sbrigati, Franca, torna.

21.35- Rudy Guede racconta di uno sconosciuto che apre un asilo per ospitarlo, dicendogli che la moglie lavorava lì. “Il giorno dopo viene la proprietaria che mi vede nell’ufficio e che chiama la polizia, nonostante le mie spiegazioni. Avevo un pc comprato a un mercato dell’usato: dai controlli risultò rubato a un avvocato”. Sul porto d’armi illegale rilevato in quello stesso caso dice “non so come il coltello è finito nello zaino. Anche la signora disse che si erano sbagliati”.

21.31- “Al di là di qualche spinello d’ordinanza (d’ordinanza!?! – ndr) , faceva uso di droghe pesanti”. “No, mai. Con l’alcol ogni tanto, come tutti i ragazzi”. “Su, qualche ragazza dice che l’aveva visto bevuto. E bevuto vuol dire ubriaco”.

21.28- “Com’era messo lei a ragazze, acchiappava?”. E Guede si imbarazzava. “Ho avuto le mie ragazze”. “Eh, acchiappava”. Qui si fa la storia della tv.

21.25- Rudy viene affidato a una famiglia bene. Per descriverlo la diva Franca usa l’appellativo di “Cenerentolo fuori stagione”. E Guede rivela “non era facile scoprire una famiglia vera, al posto della mia solitudine”.

21.23- “Lei non è nato lì, perché la cicogna è un animale sbadato”. Straordinaria. La Leosini comunque tira fuori un Guede colto, sobrio, sereno. Difficile immaginarlo assassino. E ci rivela anche che è stato “un campioncino di basket”.

21.21- Franca Leosini racconta con una certa voluttà “Rudy che se arrivava in ritardo veniva chiuso fuori casa”. E’ in forma smagliante.

21.17 – Franca Leosini parla del papà di Rudy Guede come di uno che aveva “un turn over di donne”. E lui denuncia la solitudine di quegli anni, “perché le donne che lui frequentava non mi davano ovviamente l’affetto di una madre e perché lui partiva spesso”. Finché non è arrivata quella che la giornalista chiama come una fata. “Ivana Tiberi, la maestra che conosco da quando ho iniziato a frequentare la terza elementare. Lei e la sua famiglia sono entrati nella mia vita”.

21.15– “Si ricorda Rudy” fa la Leosini, con il suo solito piglio “quando ci siamo incontrati la prima volta e lei mimandomi la scena ha allargato le braccia quasi in una croce ideale a simboleggiare la sua sofferenza”. Mitica.

21.13 – Si comincia da lontano. Dalla Costa D’Avorio di Guede, quando a 5 anni “venni strappato dalle braccia di mia mamma”. E “nella mia memoria e nel mio cuore quel villaggio e quegli anni sono ben presenti. Un giorno seppi che sarei venuto in Italia, a stare con mio papà. Fu uno shock per mia mamma, non mi voleva lasciare. Ricordo ancora mia zia che tirava e mia madre che mi tratteneva. Fisicamente”.

21.11 – Franca Leosini è tornata. E comincia con Rudy Guede che dice “sono scappato perché avevo paura”. E la scheda di presentazione di vittima e due imputati assolti è un insieme meraviglioso di metafore, termini aulici e giudizi celati.

Rudy Guede a Storie Maledette. Stasera in tv alle 21 circa torna Storie Maledette di Franca Leosini, con un’intervista assolutamente eccezionale. Quella con Rudy Guede, unico condannato per concorso nell’omicidio di Meredith Kercher, concorso con nessuno. Proprio Rudy Guede sarà il primo protagonista delle celebre interviste di Franca Leosini, celebre padrona di casa a Storie Maledette. Intervista, quella a Rudy Guede, che ha fatto discutere ancora prima di essere stata trasmessa.

Il video anteprima di Rudy Guede a Storie maledette

“Al 101 per 100”“Al 101 per 100”. Quali sono le certezze di Rudy Guede?Lo scopriremo domani sera… #storiemaledette con Franca Leosini Rai3

Posted by Storie maledette on Wednesday, January 20, 2016

RUDY GUEDE A STORIE MALEDETTE, SOLLECITO DICE NO

Storie Maledette e Rudy Guede infatti si sono visti recapitare la diffida di Raffaele Sollecito, fresco di assoluzione definitiva in Cassazione assieme ad Amanda Knox.

Secondo quanto riportato da Oggi gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori, legali di Raffaele Sollecito, hanno inoltrato una lettera-diffida alla Rai segnalando il pericolo di una denuncia per calunnia in base alla dichiarazioni di Rudi Guede: “Raffaele Sollecito dal 2007 a oggi ha già subito danni enormi per le ingiuste accuse dalle quali è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione nella primavera dello scorso anno” aggiungendo che Guede non ha mai fatto il nome di Sollecito e che “tutti i giudici che lo hanno giudicato lo hanno definito inattendibile”.

COSA HA DETTO RUDY GUEDE A STORIE MALEDETTE?

Cosa ha detto Rudy Guede a Storie Maledette lo scopriremo solo giovedì sera intorno alle 21. Secondo le anticipazioni del Messaggero di qualche giorno fa

«Ma non sono stato io – insiste – Non è stata trovata alcuna traccia di mio dna sul coltello con il quale Meredith è stata uccisa. E anche la simulazione del furto nella casa conferma quello che dico. Sul sasso lanciato per rompere la finestra non ci sono le mie impronte. Come avrei fatto a cancellarle? Sono stato descritto come un ladruncolo, un bugiardo. Ma se così fosse avrei avuto altre denunce, qualche condanna. Non sono un santo, ma ho fatto le cose che fanno tutti i ragazzi della mia età. E quando mi sono trovato nella casa del delitto sono fuggito perché ho avuto paura. Nessuno mi avrebbe creduto. Ho pensato: negro trovato, colpevole trovato. Le indagini successive, fatte malissimo, mi hanno dimostrato che avevo ragione»