Raffaele Sollecito diffida la Rai dalla trasmissione dell’intervista a Rudy Guede

di Redazione | 20/01/2016

Raffaele Sollecito

I legali di Raffaele Sollecito diffidano la Rai dalla trasmissione dell’intervista di Rudy Guede a Storie maledette, la prima intervista concessa dopo otto anni di silenzio. Il ragazzo ghanese è stato condannato con rito abbreviato a 16 anni per concorso in omicidio di Meredith Kercher mentre Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati assolti con sentenza definitiva il 27 marzo 2015.

Raffaele Sollecito

RAFFAELE SOLLECITO, I LEGALI: “LA RAI RISCHIA UNA DENUNCIA PER CALUNNIA”

L’intervista di Rudi Guede dovrebbe andare in onda il prossimo 21 gennaio su Rai3. Secondo quanto riportato da Oggi gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori, legali di Raffaele Sollecito, hanno inoltrato una lettera-diffida alla Rai segnalando il pericolo di una denuncia per calunnia in base alla dichiarazioni di Rudi Guede: “Raffaele Sollecito dal 2007 a oggi ha già subito danni enormi per le ingiuste accuse dalle quali è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione nella primavera dello scorso anno” aggiungendo che Guede non ha mai fatto il nome di Sollecito e che “tutti i giudici che lo hanno giudicato lo hanno definito inattendibile”.

“Finora, l’unico che ha sempre taciuto è lei: Rudy Guede. Questa è la prima volta che lei parla”.Cosa ne pensate?Giovedì alle 21:05 su Rai3: ecco il nostro promo…Oggi Franca sarà ospite all’Arena: dalle 14 su Rai1!

Posted by Storie maledette on Sunday, January 17, 2016

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RAFFAELE SOLLECITO, LE PAROLE DI RUDY GUEDE

Rudy Guede, ormai prossimo alla laurea in Lettere in carcere, come anticipato dal Messaggero, si è rivolto così a Franca Leosini:

«Ma non sono stato io – insiste – Non è stata trovata alcuna traccia di mio dna sul coltello con il quale Meredith è stata uccisa. E anche la simulazione del furto nella casa conferma quello che dico. Sul sasso lanciato per rompere la finestra non ci sono le mie impronte. Come avrei fatto a cancellarle? Sono stato descritto come un ladruncolo, un bugiardo. Ma se così fosse avrei avuto altre denunce, qualche condanna. Non sono un santo, ma ho fatto le cose che fanno tutti i ragazzi della mia età. E quando mi sono trovato nella casa del delitto sono fuggito perché ho avuto paura. Nessuno mi avrebbe creduto. Ho pensato: negro trovato, colpevole trovato. Le indagini successive, fatte malissimo, mi hanno dimostrato che avevo ragione»