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Renault crolla in borsa, è un nuovo Dieselgate?

La Renault è la nuova puntata del dieselgate dopo la Volkswagen? Possibile, anche se l’azienda smentisce ogni coinvolgimento con la massima nettezza: sono stati perquisiti gli uffici dell’azienda automobilistica francese dalla divisione antifrode delle forze dell’ordine, alla ricerca di un software, come quello della casa di motori tedesca, che modificherebbe le risultanze delle emissioni dei motori Diesel. Ad annunciare le perquisizioni il potente sindacato francese, la CGT, e la notizia è stata solo successivamente confermata dalla stessa Renault, che però ha contestualmente smentito qualsiasi tipo di manomissione dei propri software. Quel che c’è di certo è che alla Borsa di Parigi il titolo Renault è crollato, dopo l’annuncio delle perquisizioni da parte della “direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes”, la DGCCRF.

RENAULT CROLLA IN BORSA, E’ UN NUOVO DIESELGATE?

Le Monde racconta.

Renault ha annunciato giovedì che le perquisizioni hanno avuto luogo a Lardy, a Guyancourt e presso la sua sede sociale. La CGT ha evocato, allo stesso modo, il sito di Plessis – Robinson; la CGT ha affermato che i settori perquisiti, ovvero “l’omologazione e messa a punto del controllo motore”, “lasciano fortemente pensare che si sia in presenza di conseguenze dell’affare dei motori truccati Volkswagen”.

 

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L’azienda, che dopo lo scandalo Dieselgate ha stanziato cinquanta milioni di euro per migliorie tecniche sulle emissioni, in un comunicato respinge qualsiasi illazione.

Il personale di Renault collabora pienamente con il lavoro della Commissione Royal [che sta procedendo alle ispezioni su tutte le aziende francesi dopo lo scandalo Dieselgate in Germania, ndr]  e ad ogni ulteriore indagine decisa dal ministero dell’Economia.

Il comunicato di Renault non è stato sufficiente, comunque, a fermare le perdite del titolo, che a Parigi è caduto di oltre il 20%.